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Frasi e citazioni da Casi umani, il libro di Selvaggia Lucarelli

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Una galleria di ritratti di uomini che più che incarnare il Principe azzurro sono in realtà solo dei casi umani. A far da guida, la voce sarcastica di Selvaggia Lucarelli: ecco le frasi più belle del suo libro.

Cover di Casi umani Rizzoli

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Frizzante, ironica, tagliente: Selvaggia Lucarelli è un volto noto per la franchezza con cui esprime le proprie opinioni e per il modo in cui lo fa. Un tono di voce che risuona per tutto Casi umani, libro edito Rizzoli, in cui la Lucarelli dipinge una galleria di personaggi che, per curiose congiunzioni astrali dettate dalla disperazione post-rottura, si incontrano per cercare di sopravvivere all’abbandono. 
Una guida degli uomini da cui è bene stare alla larga, non importa quanto la solitudine avanzi, un album da leggere e memorizzare, ma anche da godersi nella lettura proprio per via della scrittura diretta e spigliata dell’autrice.
Ecco alcune delle frasi tratte dal libro. 

Casi umaniRizzoli

“L’inizio di tutto è il disgraziato giorno in cui il mio fidanzato dell’epoca mi lasciò. Non ero preparata, non ritenevo contemplabile il fatto di poter essere mollata, l’ipotesi non mi era stata annunciata in alcun modo e, soprattutto, era profondamente ingiusto. Non si lascia una donna perché è gelosa anche della tua segretaria lesbica sessantaduenne, o perché ogni  volta che devi partire per lavoro ti mette su il muso come se avesse scoperto un tuo passato di militanza in Casa Pound.”

“L’ultima volta che la mia autostima era stata così bassa facevo la prima media, soffrivo d’acne deturpante e il compagno che mi piaceva mi disse: ‘Ci sono più crateri sulla tua faccia che sulla superficie di Giove!’”

"Giovanna non mi invitò più da lei in pausa pranzo e non mi organizzò altri appuntamenti al buio. Tanto, ad andare a sbattere sugli spigoli col mignolo e pure con la luce accesa, era bravissima da sola."

“… se sei ancora innamorato di qualcuno che non puoi trattenere, trattieniti almeno dal fare una cazzata dopo l’altra. Quando si soffre, meglio starsene in disparte per un po’, nell’attesa di tempi migliori. La compulsione consolatoria, nei secoli, ha fatto più danni del dissesto idrogeologico.”

“Ero a letto che leggevo qualcosa aspettando che lui uscisse dal bagno. Lui non usciva. Era da almeno mezz’ora in bagno. Il suo cellulare era sul comodino, quindi non stava chattando con una spogliarellista estone, particolare questo che mi aveva trattenuta dallo sfondare la porta di testa a mo’ di ariete medievale. Il bagno era senza finestre quindi non poteva essersi calato giù annodando gli asciugamani per una sveltina con la vicina ottantaduenne testimone di Geova.”

“Quello che succede nelle prime 24/48 ore dall'inizio di un corteggiamento andrebbe sempre fotografato e messo in un cassetto, perché – si scoprirà – è quasi sempre profetico o costellato di indizi su quello che sarà poi lo sviluppo della storia. E così sarebbe stato, ma lo avrei capito dopo.”

“Poi mi ricordai che Camilla ero io e di come i nemici, in certe relazioni malsane, sono dentro di noi. Perché fuori quando una relazione funziona non c'è mai un bel niente. Al massimo qualche innocuo fantasma destinato a sparire dopo un po'.”

“Ah, tra i casi umani ci sono anche io, naturalmente. Perché in quegli anni, nel tentativo disperato di dimenticare, sono riuscita a dimenticare una sola cosa con un certo talento: la dignità.”

E voi, avete la vostra galleria di Casi umani da raccontarci?

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