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Huawei passa all'attacco: pesanti accuse al governo degli Stati Uniti

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Huawei è stanca delle accuse dai media statunitensi e risponde con un elenco che svela come il governo USA abbia cercato di mettergli i bastoni tra le ruote.

Il logo di Huawei; sullo sfondo la bandiera degli Stati Uniti d'America Huawei

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La battaglia a suon di accuse tra Stati Uniti d'America e Huawei si arricchisce di un ulteriore capitolo. Dopo essere stato etichettato come 'pericolo per la sicurezza nazionale' dall'amministrazione Trump, il gigante cinese è passato all'attacco pubblicando una scottante lista che potrebbe cambiare le sorti dello scontro.

L'ordine esecutivo del Presidente Trump ha messo Huawei e tutti i suoi partner con sede in USA in una situazione a dir poco scomoda. L'azienda di Shenzhen rischia infatti di perdere definitivamente tutti i contatti con Google, Microsoft, Intel, Qualcomm, Facebook, Netflix e così via.

Nel mercato degli smartphone ciò si tradurrebbe in dispositivi privi delle applicazioni delle società citate e, soprattutto, senza la licenza ufficiale di Android, sistema operativo di proprietà di Big G. Il primo di questa lista potrebbe essere il Mate 30, il cui annuncio è atteso per i prossimi giorni.

Huawei punta il dito contro il governo USA

Huawei ha già presentato l'alternativa ad Android (non un suo sostituto), ma l'obiettivo prefissato è quello di riportare la situazione alla normalità facendo tornare sui suoi passi il presidente USA Donald Trump.

Per raggiungere lo scopo l'azienda si è affidata ad un comunicato stampa che spiega in modo dettagliato come il governo statunitense abbia cercato e stia cercando di far crollare i suoi affari con ogni mezzo a disposizione, avvalendosi di poteri giuridici e amministrativi.

Huawei accusa gli USA:

  • di aver ordinato alle forze dell'ordine di convincere dipendenti ed ex dipendenti di Huawei a rivoltarsi contro la società con minacce di vario genere.
  • di aver trattenuto e arrestato illegalmente alcuni dipendenti di Huawei.
  • di aver ingaggiato persone che hanno cercato di fingersi dipendenti di Huawei per trovare pretese legali per accusare la società.
  • di aver lanciato attacchi informatici per infiltrarsi nelle reti internet e nei sistemi interni dell'azienda.
  • di aver inviato agenti dell'FBI a casa dei dipendenti Huawei per fare pressione su di loro ed estorcere informazioni sulla società.
  • di aver cospirato con aziende che lavorano con Huawei, o che sono in conflitto con essa, per lanciare accuse infondate contro l'azienda.
  • di aver avviato investigazioni basate su falsi rapporti dei media contro la società.
  • di aver riportato alla luce vecchi cause civili che sono state già risolte e di aver avviato indagini penali contro Huawei sulla base di false accuse di furti tecnologici.
  • di aver ostacolato le normali attività commerciali e di comunicazioni tecniche interne alla società attraverso intimidazioni, visti negati e spedizioni trattenute.

Queste le accuse lanciate da Huawei dopo un articolo del Wall Street Journal (30 agosto 2019) su un presunto furto da parte dell'azienda cinese di brevetti di fotocamere per smartphone. Stanca dei continui attacchi, apparentemente basati su fatti non corrispondenti al vero, Huawei ha pubblicato il succitato elenco che farà discutere non poco.

Il governo statunitense e Huawei riusciranno a trovare un accordo? Pesanti accuse volano da entrambe la parti, ma l'ultima parola non è ancora detta.

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