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Breaking Bad: il significato del finale e i 5 finali alternativi

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Cinque finali alternativi, tutti fortunatamente scartati per lasciare spazio al finale perfetto, l'unico possibile. Il finale di Breaking Bad. Ecco il suo significato, in attesa del film sequel: El Camino.

Breaking Bad: il poster con Walter White AXN

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Fra le serie più amate di tutti i tempi sia dalla critica che dal pubblico, Breaking Bad dopo 5 stagioni - che le hanno fruttato 16 Emmy Awards e 2 Golden Globes - di personaggi ed eventi indimenticabili, ci lascia con l’ultimo, disperato tentativo di Walter White (Bryan Cranston) di fare ciò per cui era diventato Heisenberg: lasciare dei soldi alla sua famiglia.

Odiato dalla moglie Skyler (Anna Gunn) e dal figlio Walter Jr. (RJ Mitte), che ora conosce la verità sulle sue malefatte, Walter si rivolge a Gretchen (Jessica Hecht) ed Elliott Schwartz (Adam Godley): gli ex soci che hanno fatto fortuna e la cui vita, se le cose fossero andate diversamente, avrebbe potuto essere quella di Walter.

Minacciandoli con i due (falsi) killer che ha ingaggiato per assicurarsi che mantengano il loro impegno, Walter fa in modo che i 9 milioni e rotti che è riuscito a recuperare vengano consegnati a suo figlio al compimento del suo diciottesimo anno.

E a proposito di ex soci, naturalmente, nel finale di serie non può mancare all’appello Jesse Pinkman (Aaron Paul), il cui destino è diametralmente opposto a quello di Walter. 

Il significato del finale

Non poteva che finire così, con la morte di Walter White. Perché era con la prospettiva della sua morte che tutto era iniziato.

Ma Breaking Bad non ha una trama circolare: non finisce dov’era cominciato.

La fine di Walter, che accarezza con tenerezza i macchinari che nel laboratorio venivano usati per produrre i suoi famosi cristalli blu, è il racconto di una storia avventurosa ma profondamente legata al male.

Per questo, il destino di Walter e Jesse, partner nel crimine e simbolo di un rapporto putativo padre-figlio deleterio per entrambi, è completamente diverso.

La morte è la punizione che Walter merita per tutto ciò che ha fatto e per ciò che ha fatto fare a Jesse.

La liberazione di Jesse - Walter decide di salvargli la vita, poco prima di azionare il mitragliatore nell’auto - rappresenta invece la speranza di un futuro migliore, e la conferma che il crimine potrà anche sembrare affascinante, ma non paga. Non può che finire male (morti o ridotti in schiavitù).

Uccidendo Jack, Walter White pone fine al suo alter ego, Heisenberg. Una volta per tutte.

Rifiutando di uccidere Walter, Jesse Pinkman si riappropria della sua libertà, ma soprattutto della sua umanità. Quella che il vortice criminale in cui si era ritrovato gli aveva portato via.

Jesse è il futuro, il sogno di una vita migliore, il monito di chi ha capito che fare la cosa giusta - seguendo la strada più difficile - è l’unica scelta possibile.

Dopo l’allontanamento di Jesse - che aveva notato la sua ferita - Walter White si accascia, nel laboratorio per la preparazione della metanfetamina, con le auto della polizia in arrivo. Privo di vita.

L’orizzonte morale

Con l’incursione in casa Schwartz, Walter White torna simbolicamente indietro nel tempo. Torna a prendersi ciò che gli spettava: almeno l’aiuto di chi ha fatto fortuna con qualcosa a cui Walter aveva contribuito.

Come gli eroi della tradizione letteraria più classica, prima di concludere il proprio viaggio - verso casa o verso la morte - Walter deve chiudere tutti i conti lasciati in sospeso. 

Breaking Bad non lascia questioni irrisolte, regalandoci un finale tanto tradizionale quanto perfetto per la propria storia.

Walter si ritrova di fronte a Jesse, quel ragazzo che aveva trascinato con sé nell’oscurità e che, in qualche modo, dovrà ritrascinare fuori per espiare le proprie colpe prima di morire.

La redenzione in punto di morte rappresenta uno dei momenti più sfruttati dagli sceneggiatori, ma Walter non si redime davvero. Quell’abbozzo di sorriso sul suo volto, insieme alla confessione fatta a Skyler, sono un’assunzione di responsabilità, non un pentimento. E c’è una grande differenza.

L’ho fatto per me.

Aveva raccontato a se stesso di essere diventato Heisenberg per il bene della sua famiglia, ma sapeva di averlo fatto perché gli piaceva, perché era bravo e perché lo faceva sentire potente.

E non c’è niente, per un personaggio complesso come il suo, che funzioni meglio della verità per lasciare il segno nel cuore dei telespettatori.

I finali alternativi

Vince Gilligan, il creatore di Breaking Bad, al Comic-Con del 2018HDGetty Images
Vince Gilligan, il creatore di Breaking Bad, al Comic-Con del 2018

Dopo la conclusione della serie, il creatore Vince Gillighan aveva reso noti i cinque finali alternativi che aveva preso in considerazione per la conclusione di Breaking Bad. 

1. Walt diventa Rambo

L’oggetto di discussione, naturalmente, è il mitragliatore che Walt monta nella sua auto.

Nella versione originale del finale, in puro stile Rambo, Walt avrebbe dovuto imbracciare l’arma e mostrare la propria forza. Sempre più malato e debole, però, non sarebbe stato credibile. Inoltre, gli sceneggiatori pensavano che fosse meglio che mostrasse ancora una volta il proprio ingegno, anziché i muscoli.

E così, con l’automatizzazione dell’arma nell’auto, si è optato per un’ispirazione più in stile McGyver che in stile Rambo.

2. Walt fa strage di poliziotti

Il punto di partenza è sempre lo stesso: il mitragliatore. Racconta Gilligan: 

Pensiamo: accidenti, è troppo ovvio che lo usi su un gruppo di cattivi? Voleva essere ricordato come Jesse James. Vuole il merito. Quindi abbiamo avuto versioni in cui abbiamo parlato, per esempio, di quando la polizia viene a prenderlo. Walt usa il mitragliatore per sparare sulla polizia. Ma non ci è piaciuto, non sembrava giusto. 

E non lo sarebbe stato: la sua ammissione di responsabilità, perno del significato del finale, in questo modo sarebbe stata sminuita, o addirittura cancellata.

3. Walt fa evadere Jesse

In un’altra versione del finale, Walt imbraccia il suo M60 e va a liberare Jesse dalla sua prigione, devastando con l’arma l’intera prigione e anche un autobus per il trasporto dei prigionieri. Vince Gilligan ha raccontato che si trattava solo di ipotesi, che non sono durate a lungo, ma si è parlato molto dell’uso dell’arma.

Eravamo sulla linea: sapete cosa? Per quanto Walt possa essere cattivo, non vogliamo vederlo uccidere dei bravi ragazzi. Quindi se dovrà usare il suo M60, anche se sarà meno sorprendente, lo farà su uomini anche peggiori di lui.

Un’altra ipotesi che, mi permetto di far notare, in fondo è stata mantenuta, perché eliminando Jack e tutti i suoi uomini, Walt ha fatto esattamente questo: ha ucciso uomini ben peggiori di lui…

Breaking Bad: Bryan Cranston è Walter WhiteHDAXN
Breaking Bad: Bryan Cranston è Walter White

4. Skyler si suicida

Gilligan racconta di aver avuto quell’idea ma di essere stato subito fermato, per fortuna, dagli altri sceneggiatori: non avrebbero mai saputo come convincere Walter Jr. ad andare avanti dopo una simile tragedia. C’era stata addirittura l’idea di Gilligan di una scena finale: Skyler e Walt sono in un motel, braccati, e devono capire cosa fare. Skyler è in bagno e Walt le parla attraverso la porta:

Andrà tutto bene… Ho un piano. Skyler? Skyler?

Apre la porta e la trova nella vasca, dove si è tagliata le vene. O qualcosa del genere.

Ancora una volta, sarebbe stato un finale lontano dall’assunzione di responsabilità che ha fatto la differenza. Per fortuna, è stato scartato.

5. Jesse muore, e poi muore anche Walter Jr.

Questa idea in realtà non era stata presa in considerazione per il finale: Gilligan ci aveva pensato ancora prima della messa in onda della stagione 1.

Racconta di aver considerato una sequenza in cui uno spacciatore spietato - si poteva trattare di Gus Fring, Krazy 8 o Tuco Salamanca - uccide Jesse.

Furioso, Walt organizza una trappola mortale (con un meccanismo esplosivo a disposizione del killer per il suicidio) per l’assassino dopo averlo rinchiuso in uno scantinato: una vendetta terribile, fatta di torture che sarebbero durate settimane. Walt Jr. alla fine, in qualche modo, trova l’uomo e gli dà dell’acqua, ma quando l’uomo capisce che è il figlio di Walt, per vendetta, fa esplodere entrambi.

L’idea non avrebbe rappresentato una conclusione per la storia, non necessariamente, ma se Gilligan l’avesse sviluppata, certamente il finale di Breaking Bad sarebbe stato diverso.

Breaking Bad: Jesse Pinkman e Walter WhiteHDAXN
Breaking Bad: Jesse Pinkman e Walter White

Data la sua perfezione così com’è, non possiamo che essere grati della scelta fatta.

E aspettare El Camino: il film-sequel con Jesse protagonista, in arrivo l’11 ottobre su Netflix.

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