South Park è stato bandito in Cina dopo un episodio controverso

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Band in China è il 299esimo episodio di South Park che, criticando l'industria televisiva Americana e il modo in cui si lascia censurare dalla Cina, si è valsa il bando della serie TV e di tutto ciò che la riguarda da parte del governo di Pechino.

Band in China, l'episodio che ha reso South Park illegale in Cina Comedy Central

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Tutti conosciamo South Park, la serie televisiva animata creata nel 1997 da Matt Stone e Trey Parker, e sappiamo che se c'è qualcosa di cui si può ridere o che può essere criticato nella società e nella politica statunitense, la serie la trasformerà sicuramente in una parodia.

Negli oltre 22 anni di messa in onda e nelle sue 23 stagioni, South Park ha fatto della satira il suo più grande punto di forza, andando a colpire soprattutto quei tabù che raramente trovano spazio nel piccolo schermo, attirando critiche da gruppi religiosi e associazioni civili in primis. In tutti questi anni però la popolarità della serie è cresciuta, così come il suo raggio d'azione che si è spostato dai 48 stati a stelle e strisce per colpire il mondo intero, non senza conseguenze. Infatti, dopo la puntata trasmessa il 2 ottobre, la Cina ha bandito tutti gli episodi della serie TV e cancellato tutte le discussioni a riguardo su internet.

Questo perché Band in China, l'ultima puntata della nuova stagione, è andata a toccare il tema della censura molto sensibile in Cina, deridendo Hollywood e l'industria d'intrattenimento americana per i suoi continui tentativi di cambiare e plasmare i contenuti per renderli più accettabili al governo di Pechino.

L'episodio si sviluppa su più trame parallele. Nella prima Randy decide di ampliare la vendita di marijuana in Cina, ma arrivato nel paese viene immediatamente arrestato e condotto in un campo di prigionia, sottoposto ai lavori forzati, alle torture e alla rieducazione da parte del partito comunista. Qui incontra dei personaggi Disney, che si erano recati in Cina con la sua stessa idea di business, ma anche Winnie The Pooh, incarcerato a causa di alcuni meme che lo comparavano a Xi Jinping (la vicenda dei meme è reale e il governo cinese ha davvero censurato il cartone per questo motivo). Condotto a processo Randy accusa le autorità di essere prive di integrità ed espone la sua idea di libero commercio.

Intanto, Stan fonda una band metal insieme a Kenny, Butter e Jimmy e attira subito l'attenzione dei media e di un manager che vuole trasformare la loro storia in un biopic. Emozionato all'idea di poter lasciare finalmente la sua casa Stan accetta, ma la lavorazione del film procede a rilento e viene continuamente interrotta per aggiustare e cambiare la sceneggiatura di modo da renderla più appetibile al mercato cinese e non passibile di censura. La versione che gli ufficiali cinesi presenti sul set vogliono si allontana così tanto dalla realtà che Stan decide di rinunciare ai suoi sogni pur di non scendere a compromessi.

Tornando alla realtà, la Cina non ha per niente apprezzato l'episodio e ha provveduto tempestivamente a cancellare tute le puntate di South Park dai servizi di streaming, ma anche tutte le clip e le discussioni presenti su social network e sulle pagine fan. Weibo, il Twitter cinese, non presenta più post a riguardo, mentre sulla piattaforma di discussione Tieba ogni thread su South Park è stato eliminato e al loro posto compare la scritta: secondo la legge e il regolamento pertinenti, questa sezione non è temporaneamente aperta.

Parker e Stone non sono rimasti troppo turbati dal bando a cui hanno risposto con delle false scuse:

Come l'NBA, diamo il benvenuto ai censori cinesi nelle nostre case e nei nostri cuori. Anche noi amiamo il denaro più della libertà e della democrazia. Xi non assomiglia affatto a Winnie the Pooh. Sintonizzati sul nostro 300esimo episodio questo mercoledì alle 10! Lunga vita al grande Partito Comunista Cinese. Possa il raccolto di sorgo dell'autunno essere generoso. Siamo a posto ora, Cina?

La controversia tra i creatori di South Park e la Cina arriva subito dopo che Daryl Morey, direttore degli Huston Rockets e tra i dirigenti della NBA, ha manifestato su Twitter la sua solidarietà nei confronti dei manifestanti di Hong Kong. Un altro tema questo attualmente molto scottante e che non ha mancato di infastidire la Cina che ha minacciato subito di non trasmette più le partite dei Rockets.

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