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Ewan McGregor: 'Ho accettato Birds of Prey perché è un ottimo film femminista'

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Ewan McGregor, il villain di Birds of Prey, si è lasciato andare sul tema dell’emancipazione femminile e sul problema della misoginia. A suo parere, il film con Margot Robbie tratta questi argomenti in modo eccellente e brillante.

Ewan McGregor come Black Mask nel poster di Birds of Prey Warner Bros.

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Dopo il successo di Joker, i fan DC non vedono l’ora di scoprire Birds of Prey, la nuova dark comedy prodotta e interpretata da Margot Robbie sullo spin-off di Harley Quinn e della sua squad.

Lo spunto proviene da Suicide Squad ma, dalle premesse, sembrerebbe che Birds of Prey sia un film assolutamente sui generis, in mood girl power, con un gruppo di ragazze impegnate nella lotta contro Roman Sionis, alias Black Mask, il villain interpretato da Ewan McGregor.

La prima incursione della star nei film sui supereroi DC è stata fonte di grandi soddisfazioni.

L’attore, parlando con Premiere Magazine, ha rivelato di essere molto felice di recitare in un piccolo gioiello sull’empowerment femminile, perché ha il merito di aver parlato dell’argomento in modo particolare.

È un film femminista. È scritto in modo acuto. Nel mondo c’è misoginia e penso che abbiamo bisogno [di film come questi, n.d.r.]. Dobbiamo essere più consapevoli di come ci comportiamo con il sesso opposto. Dobbiamo insegnare a noi stessi a cambiare. I misogini nei film sono spesso estremi: violentano o picchiano le donne. 

Ewan McGregor in un collage con Black MaskHDDC Comics, Getty Images
Ewan McGregor è Black Mask

Ma Birds of Prey, a quanto rivela l’attore, solleva l’asticella. 

Nei dialoghi di Birds of Prey c’è un altro tipo di misoginia, la misoginia più sottile, quotidiana, che si riferisce a contesti più chiaroscurali. Lo troviamo nella sceneggiatura in modo molto sottile e sfumato, il che è importante. 

La commedia, in uscita il 6 febbraio 2020 nelle sale italiane, negli Stati Uniti ha rating R (sarà vietata ai minori di 17 anni non accompagnati). Birds of Prey schiera un team al femminile anche dietro la macchina da presa: Cathy Yan si è occupata della regia e Christina Hodson della sceneggiatura, mentre Margot Robbie, attrice e produttrice, ha tenuto le fila del lavoro.

Non vediamo l’ora di scoprire questa storia che si prefigura fumettosa, potente e politicamente scorretta!

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