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Martin Scorsese: 'C'è valore anche nei film Marvel, ma sono un'esperienza diversa'

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Mentre il maestro chiarisce (più o meno) la sua posizione sui cinecomics, il suo feticcio Robert De Niro affonda il colpo...

Un primo piano di Martin Scorsese Getty Images

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La polemica su Martin Scorsese e i film sui supereroi "come una specie di parchi divertimento" che "non sono cinema" si arricchisce di un nuovo capitolo.

Il regista newyorkese, nel corso della conferenza stampa di presentazione di The Irishman al BFI London Film Festival, ha chiarito (se mai ce ne fosse stato bisogno) ciò che ha voluto intendere nella discussa intervista ad Empire.

Ciò che deve essere protetto è l'esperienza unica di vivere un film, idealmente insieme ad un pubblico. Ma oggi c'è spazio per tante altre cose, e differenti modalità di fruizione. Ci saranno degli incroci in futuro, completamente. Il valore di un film che sembra un parco a tema, come ad esempio i film Marvel, per i quali le sale diventano parchi divertimento, è un'esperienza diversa. Come ho già detto, non è cinema: è qualcos'altro. Che ci si creda o no.

Il regista sottolinea quindi la massiccia presenza di cinecomics nelle sale, che sta mettendo a rischio il cinema più tradizionalmente "narrativo". Per Scorsese è questo il "problema" al quale gli esercenti dovrebbero porre rimedio: permettere al pubblico di vedere più "film narrativi".

Poche ore dopo queste dichiarazioni, a puntare il dito contro certi aspetti delle produzioni Marvel e DC è arrivato anche Robert De Niro.

L'attore, parlando allo Screen Talk del BFI (lo riporta Screen), dice apertamente di non gradire l'eccesso di effetti digitali (come il processo di ringiovanimento) che spopola tra blockbuster e cinecomics.

La tecnologia può spingersi solo fino ad un certo punto: non potrà cambiare le cose. Se dovesse andare oltre quel punto, diventerebbe qualcosa di inumano. Può essere un altro tipo di intrattenimento, come i fumetti Marvel. Roba cartoonesca, da personaggi dei comics.

Nel caso del film di Scorsese, De Niro e Al Pacino sono stati ringiovaniti di trent'anni grazie agli effetti visivi curati da Robert Legato di Industrial Light & Magic. Il de-aging digitale ha fatto sensibilmente lievitare il budget del progetto, costato 160 milioni di dollari complessivi e passato per questo motivo da Paramount a Netflix.

Un primo piano di Robert De Niro in una scena del film The IrishmanHDNetflix
De Niro ringiovanito in The Irishman

Voi cosa ne pensate? Il riferimento di De Niro è proprio al Nick Fury di Samuel L. Jackson in Captain Marvel e all'Hank Pym di Michael Douglas in Ant-Man?

Siete d'accordo con le sue considerazioni e quelle di Scorsese?

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