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I 5 momenti più estremi della vita letteraria di Harry Hole

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Mutilazioni, tentati omicidi e suicidi: Jo Nesbø sa essere uno scrittore spietato non solo coi cattivi che popolano i suoi libri, ma anche con i suoi protagonisti. Ecco le 5 situazioni più difficili in cui ha messo Harry Hole.

Copertine dei libri di Nesbø Einaudi

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Gli appassionati di saghe letterarie lo sanno: libro dopo libro, si sviluppano una certa confidenza e un certo affetto verso i personaggi protagonisti.

E, perché la serie continui, si sa che al protagonista difficilmente succederà qualcosa. Ecco, questa regola vale per la maggior parte degli scrittori di saghe, ma non per Jo Nesbø.

L’autore norvegese, infatti, nel corso dei 12 libri in cui ha narrato le vicende del suo più famoso protagonista, Harry Hole, si è più volte sporcato le mani, togliendo di mezzo senza problemi co-protagonisti così ben caratterizzati da diventare da subito cari ai lettori.

Questa mancanza di cortesia nei confronti dei suoi personaggi, Nesbø la riserva anche allo stesso Hole. Ed è una delle cose più belle per chi legge: il modo spietato in cui Nesbø non risparmia nessuno, quando si tratta di scene cruente lo aiuta a non cadere nella banalità e nel buonismo, che trasformano un protagonista di serie in un eroe invincibile.

Ecco allora che abbiamo voluto rivivere i cinque momenti più difficili in cui Jo Nesbø ha messo Harry Hole.

Contro il suo collega corrotto

La stella del diavoloEinaudi

Tutto si può dire di Harry Hole, tranne che sia uno che cede di fronte alle ingiustizie.

Nonostante i problemi con l’alcol, la vita sregolata e le tendenze autodistruttive, Hole ha ben chiaro fin dove ci si può spingere, ma soprattutto che cosa è moralmente inaccettabile.

Una di queste cose è la corruzione, soprattutto se indossa una divisa.

In questo libro, Hole è ancora ossessionato dall’omicidio irrisolto della sua collega. Così, mentre indaga su un serial killer che sta colpendo in città, Hole non smette di nutrire sospetti sul suo collega, Tom Waaler. Waller è infatti la presenza oscura che da un paio di volumi è accanto a Hole e, mentre noi lettori sappiamo la verità, ossia che è lui il mandante dell’omicidio dell’ex partner di Hole, quest’ultimo lo sospetta e basta.

Alla fine del libro, Hole si trova sbattuto in un ascensore insieme al figlioccio Oleg, mentre Waller, ormai smascherato, lo raggiunge e gli punta contro una pistola.

Sembra la fine.

Non c’è via di fuga.

E invece, Hole la trova premendo il tasto di avvio dell’ascensore e tranciando di netto il braccio del collega corrotto, destinato così a una morte assai dolorosa.


Contro l’Uomo di neve

L'uomo di neveEinaudi

Da questo romanzo in poi, Hole avrà un dito in meno. E un altro rattoppato.

Già, perché la caccia all’Uomo di neve lo ho portato a dover lottare per salvare la persona a cui tiene di più al mondo, anche più di se stesso. 

Una volta che il killer ha sentito mancare la terra sotto i piedi, ha giocato il tutto e per tutto, mettendo la donna amata da Hole in una trappola infernale: seduta su un pupazzo di neve che ha già iniziato a sciogliersi e con, intorno alla gola, un cappio arroventato pronto a tranciarle la testa.

Quando i secondi sono ormai quasi tutti finiti e la neve è prossima a sciogliersi, Hole non esita a fermare l’inevitabile sacrificando un po’ della sua mano per salvare la vita a Rakel.

Con uno strumento di tortura

Il leopardoEinaudi

L’inseguimento di un assassino ha portato Harry e la sua collega Kaja in Congo. Qui veniva infatti usato, molto tempo fa, uno strumento di tortura chiamato la Mela di Leopoldo: una sfera da cui escono 24 aghi appena si tira una cordicella.

Giunto vicino alla verità, Harry cade in una trappola e si sveglia con in bocca proprio la Mela di Leopoldo, la cui corda è legata alla maniglia della porta. Appena questa verrà aperta, Hole morirà strozzato dal proprio sangue. Deve fare qualcosa per evitare di essere la prossima vittima di quello strumento infernale resuscitato dal passato.

E allora agisce, contro il dolore, contro la paura. Perché se c’è una cosa che Hole sa fare è scegliere la via più dolorosa ma necessaria.
Getta la propria faccia su un chiodo, si trancia la guancia per far uscire la Mela di Leopoldo: una scena che fa venire i brividi, mentre la si legge, e che prova una volta per tutte quanto Nesbø non abbia paura di fare a pezzi il proprio protagonista davanti ai lettori.

E da questo libro in poi, Harry Hole avrà una vistosa cicatrice dall'angolo della bocca all'orecchio.


Contro il suo figlioccio

Lo spettroEinaudi

Oleg, il figlio di Rakel, è cresciuto. È un ragazzo e, a quanto pare, i geni del padre (e del padre adottivo, Harry Hole), votati agli eccessi si stanno manifestando.

Dopo che lo abbiamo conosciuto come il bambino che sfidava Harry a Tetris, ce lo ritroviamo davanti, drogato e pronto a tutto. Ma soprattutto, accusato di omicidio.

Harry torna a Oslo solo per lui, per salvarlo e dimostrare la sua innocenza.

Ma certe volte, la realtà è ben più crudele di quanto siamo pronti a credere ed è vero che non si conosce davvero nessuno.

Ecco allora che Harry si trova a guardare dentro il buco di una pistola e, a puntargliela contro, è proprio quel bambino che cercava di batterlo a Tetris. Oleg.

Perché non è pronto a lasciare che Harry scopra la verità. Ossia che le sue mani sono sporche di sangue.

Contro se stesso

Il coltelloEinaudi

Ed eccoci giunti all’ultimo capitolo della saga.

Harry Hole è solo, colato a picco come lui sa fare quando perde chi ama: Rakel. La donna lo ha cacciato di casa e lui ha mollato il colpo.

Ma il caso più devastante della sua carriera lo aspetta. Deve essere lucido, mettere da parte la rabbia e il dolore e fare ciò che gli riesce meglio: risolvere omicidi.

Solo che, questa volta, gli indizi puntano in un’unica direzione: lui. Possibile che il sangue che ha trovato sulle sue mani e sui suoi vestiti dopo una sbornia che lo ha lasciato senza ricordi fosse di un’altra persona? Poiché convivere con quel dubbio che si trasforma pagina dopo pagina in certezza è impossibile, Hole capisce che è arrivato il momento. E il lettore, in bilico su queste pagine, teme che Nesbø stia per avere il coraggio di fare l’impossibile. E lo fa.

Hole si suicida.

Lancia la macchina a tutta velocità contro un camion, precipita, annega.

Ma il caso non rimane senza soluzione, perché per la verità, Hole è pronto anche a tornare dal mondo dei morti.

In ogni libro di Nesbø non manca una grande dose dolore e non sono poche le scene cruente, e nonostante non gli si perdoni la morte di qualche personaggio a cui ci si è affezionati, da lettori non possiamo non apprezzare il suo coraggio narrativo.
Amanti di Nesbø e di Harry Hole, avete qualche scena di questa saga che, sebbene un po’ estrema, vi è rimasta nel cuore? 

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