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La casa di Stephen King nel Maine diventa un museo (e un rifugio per scrittori) [UPDATE]

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La casa nel Maine del prolifico scrittore diventerà un museo e rifugio per aspiranti scrittori? Non esattamente: Stephen King chiarisce.

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[Update della Redazione] Stephen King è intervenuto di persona per spiegare meglio che cosa sta succedendo alla casa al numero 47 di West Broadway, a Bangor.

Diverse fonti americane, infatti, avevano data per certa la notizia che la celebre abitazione dello scrittore sarebbe stata trasformata in un museo, facendo anche da rifugio per diversi scrittori. Le cose, però, non stanno esattamente così.

Siamo nelle fasi iniziali di pianificazione per un rifugio per scrittori nella casa di fianco, che ospiterà fino a cinque scrittori alla volta. [...] Ci mancano 1 o 2 anni di lavoro per rendere la cosa operativa.

Gli archivi precedentemente ospitati nell'Università del Maine saranno accessibili solo dietro appuntamento. Non ci sarà un museo, e niente sarà aperto al pubblico, ma gli archivi saranno disponibili a ricercatori e studiosi.

 

[Articolo originale] Sono tante le case ad essere considerate spaventose perché al loro interno sono accadute cose inspiegabili o sono stati commessi crimini terribili. Altre case terrorizzano perché si pensa che demoni e fantasmi vaghino per le loro stanze, mentre gli spiriti morti dei dannati sono destinati a risiedere lì, torturando i nuovi inquilini che andranno (sfortunatamente) ad abitarci. Per alcune abitazioni, è semplicemente una questione di posizione, essendo state costruite in luoghi isolati, bui o su terreni "maledetti".

Eppure esiste un edificio che può legittimamente rivendicare tutti questi veri e propri incubi, perché è lì che che sono nati innumerevoli orrori entrati a far parte della nostra vita attraverso i libri: parliamo della casa di Stephen King a Bangor, nel Maine, il luogo che ha ispirato la piccola città immaginaria di Derry. I fan dello scrittore hanno scattato foto per anni davanti alla casa, sperando di poter incontrare il loro mito (che a volte dimora lì).

Ebbene presto non solo potreste avere la possibilità di entrare nella famosa abitazione di King, ma anche di creare personali storie di terrore, dal momento che l'abitazione diventerà un museo e rifugio per scrittori.

Stephen e sua moglie Tabitha King hanno chiesto al Consiglio comunale di Bangor di trasformare la loro dimora nel Maine in un edificio senza scopo di lucro che diventerà sia archivio e museo dell'opera di King sia un luogo dove gli scrittori possano dimorare e trovare ispirazione. La loro richiesta è stata accolta all'unanimità.

La grandiosa notizia è stata riportata per la prima volta da Rolling Stone, come si può leggere anche su Twitter:

Il consigliere comunale Ben Sprague ha dichiarato allo stesso Rolling Stone:

La famiglia King è stata meravigliosa per la città di Bangor nel tempo e ha donato letteralmente milioni di dollari a varie cause nella comunità. Preservare la sua eredità qui a Bangor è importante per questa comunità.

Per evitare di sconvolgere la vita dei vicini, gli ospiti potranno visitare la casa solo su appuntamento. Per quanto riguarda gli scrittori, ne saranno ammessi solo cinque alla volta.

La casa di Stephen King si trova al numero 47 di West Broadway ed è undificio rosso vittoriano a due piani con due torrette asimmetriche, finiture bianche e un ampio portico con colonne. Il cancello nero protettivo della villa, adornato con pipistrelli, conferisce all'abitazione un aspetto alquanto sinistro, che però non  impedisce a molte persone di recarsi già in visita.

A proposito di Bangor, in cui King si trasferì per la prima volta con la moglie e la famiglia nel 1979, in un saggio del 1983 lo scrittore ha raccontato di come la città fosse la base per quella immaginaria di Derry, nel Maine, a noi tutti nota come la cittadina terrorizzata da Pennywise il Clown nel suo iconico romanzo IT. Nel saggio, spiega perché la sua storia non avrebbe potuto essere basata su nessun altro posto.

La vera risposta è che no, nessuna piccola città americana poteva [essere Derry]. Portland certamente non poteva esserlo. E no, non so perché. Forse il libro stesso [il saggio di King del 1983, n.d.R.] risponderà alla domanda (ma se lo fa, sospetto che la risposta risiederà negli stretti spazi bianchi tra le righe). Se esiste davvero una 'prospettiva del romanziere' (o, più propriamente, una prospettiva del romanziere Steve King, perché suppongo che ogni romanziere debba avere un modo diverso di vedere le cose), allora è solo una questione di cuore e istinto. 

Non ci resta che attendere nuovi dettagli per sapere quando organizzare il nostro prossimo viaggio: destinazione Bangor (o Derry, che dir si voglia)!

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