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The Walking Dead: la nuova serie sarà molto diversa dalle altre

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Una nuova prospettiva. Non solo per la giovane età dei protagonisti, soprattutto per la loro impossibilità di paragonare il mondo in cui vivono a quello pre-apocalisse zombie. Ecco l'universo narrativo di The Walking Dead 3.

The Walking Dead 3 AMC

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L'articolo di ComicBook parla esplicitamente di diversa metoodologia, e a ragione: il nuovo spin-off di The Walking Dead, di cui abbiamo già parlato, rappresenterà una novità in termini narrativi.

Sappiamo che i protagonisti sono ragazzi, cresciuti prevalentemente nel mondo post-apocalisse zombie. Alcuni di loro, addirittura, ci sono nati.

La cronologia dell'universo di The Walking Dead, di cui Scott M. Gimple tiene le fila supervisionando tutte le serie, inclusa quella in arrivo la prossima primavera, ci dice che sono passati all'incirca 10 anni dai fatti narrati nell'episodio pilota della serie originaria.

Ecco quindi che, per la prima volta, ci troveremo di fronte a personaggi che pensano e agiscono senza fare raffronti con il mondo "di prima". Un mondo che hanno conosciuto per periodi di tempo inferiori rispetto a quello attuale.

La società in cui sono cresciuti è organizzata diversamente, non hanno mai usufruito - o l'hanno fatto solo per un tempo ormai lontano - di strumenti tecnologici, né della proverbiale facilità di reperimento e abbondanza di cibo della nostra società.

Con questa serie, la terza serie, si tratta meno del modello e molto più della prospettiva. Riguarda le due sorelle alla guida della serie. Riguarda la loro età e l'età dei loro amici. La serie ha, per certi versi, una diversa mitologia ambientata nel mondo contemporaneo. È ancora ambientato nello stesso mondo, ma ciò a cui sono legati è molto diverso da ciò che ha caratterizzato le altre serie e le vite che abbiamo visto condurre agli altri personaggi.

Non intendo dire che iniziano semplicemente in un posto stabile, ma il sistema in cui si trovano e il sistema da cui cercano di uscire è così diverso da qualsiasi cosa abbiamo visto finora. E dà a questo spettacolo, con la sua prospettiva molto giovane, un'atmosfera molto diversa. Le cose a cui i personaggi sono legati, non le abbiamo viste nelle altre serie.

L'universo narrativo di riferimento, dunque, sarà lo stesso, ma la prospettiva sarà completamente diversa. Non solo per la giovane età dei protagonisti: anche, e soprattutto, per ciò che loro hanno imparato a considerare come famigliare, importante, fondamentale per sopravvivere. 

Non sognano le comodità della vita di un tempo, forse non le conoscono o non le ricordano nemmeno. Non hanno alle spalle un'adolescenza trascorsa in un mondo dominato dagli esseri umani anziché dagli zombie. 

Il franchise di The Walking Dead si arricchisce di un titolo, l'universo narrativo si espande e le tempistiche, studiate in modo accurato, ci dicono che saranno possibili crossover con The Walking Dead e Fear The Walking Dead.

Il secondo spin-off della serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman non ha ancora un titolo, ma certamente ha le idee chiare sul mondo in cui vuole raccontarci come si sopravvive, e si cerca di vivere, in un mondo in cui i morti rappresentano la maggioranza della popolazione.

Sarà certamente un approccio molto interessante e ricco di potenzialità, per gli sceneggiatori e per il pubblico.

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