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Dylan Dog 400 e il futuro dell'Indagatore dell'Incubo

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Con il numero 400 della serie regolare, già disponibile nella sua versione da libreria, Dylan Dog chiude con il suo passato e si appresa a rinascere con tante novità.

Dylan Dog e Groucho Sergio Bonelli Editore

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Con l'entrata in scena di Roberto Recchioni come curatore editoriale dei vari progetti a fumetti legati all'Indagatore dell'Incubo, negli ultimi anni Dylan Dog ha vissuto un lento processo di cambiamento, atto a svecchiare il personaggio e renderlo più contemporaneo.

Nel corso dei numeri della serie mensile abbiamo visto l'Old Boy interfacciarsi con la tecnologia; l'ispettore Bloch andare meritatamente in pensione; nonché fatto la conoscenza di un nuovo gruppo di comprimari e avversari del protagonista, dall'ispettore capo Tyron Carpenter al sergente Rania Rakim fino al mefistofelico John Ghost. Inoltre, pur restando sempre autoconclusive, le avventure dell'Indagatore dell'Incubo hanno cominciato a essere sempre più interconnesse l'una con l'altra, costruendo un grande affresco per certi versi inedito per la serie.

Il culmine di questa gestione, durata cinque anni, lo abbiamo avuto con Il Ciclo della Meteora, iniziato sul numero 387 della collana mensile e che si concluderà con il numero 400, in uscita in edicola a dicembre ma già disponibile in libreria in un prezioso volume cartonato. Si tratta di una serie di storie autonome ma collegate a un evento comune: l'avvistamento di una gigantesca meteora, pronta a schiantarsi sulla Terra e distruggere per sempre il pianeta. L'unico in grado di fermarla è ovviamente Dylan Dog, ma il prezzo da pagare sarà altissimo.

La copertina lenticolare di Giuseppe CamuncoliSergio Bonelli Editore
La copertina variant lenticolare di Dylan Dog 387, primo numero del Ciclo della Meteora

Per parlare di E ora, l'apocalisse!, questo il titolo dell'albo numero 400, occorre iniziare dicendo due parole sul precedente, Oggi sposi, il cui si celebra il tanto chiacchierato matrimonio del protagonista con... Groucho!

No, l'Indagatore dell'Incubo non ha cambiato orientamento sessuale dal nulla. Semplicemente, per fermare la meteora un matrimonio va celebrato e, dopo essere stato rifiutato sull'altare dalla sua ultima conquista, Dylan capisce che l'unica persona meritevole di convolare a nozze con lui è il suo assistente, colui che gli è sempre stato accanto e che sempre gli ha voluto bene.

Un gesto simbolico, dunque, totalmente in linea con l'idealismo del personaggio, a cui ne segue però un altro, diametralmente opposto, che l'Old Boy compie nei confronti di John Ghost per salvare il mondo. O, meglio, crearne uno nuovo.

La cover di Dylan Dog 399HDSergio Bonelli Editore

E arriviamo così al fatidico numero 400, scritto da Roberto Recchioni e illustrato da Angelo Stano e Corrado Roi. Un albo tanto celebrativo quanto classico, in cui il post-moderno e il metafumetto fanno da padroni a un'avventura dai toni surreali e spiazzante.

Attenzione! Possibili spoiler!

L'oscuro gesto compiuto da Dylan, ovvero l'uccisione a sangue freddo di Ghost come vendetta per l'assassinio di Groucho, ha sì impedito che la meteora distruggesse la Terra ma non che si schiantasse su di essa. Londra è ora ridotta a un cumulo di macerie, una landa post-atomica abitata da zombie in cui l'Indagatore dell'Incubo è vivo ma ha perso completamente la memoria.

Tutto l'albo è un viaggio onirico e fuori dal tempo che vede il protagonista, assieme a una versione del suo assistente che ricorda il celebre Spugna di Peter Pan, imbarcarsi un'odissea marinaresca alla riscoperta della propria identità. Una ricerca, effettuata in un tripudio di citazioni pop che spaziano dal cinema alla letteratura ai videogiochi, che porterà infine Dylan Dog a confrontarsi con suo padre. Il suo "vero" padre, colui che a metà degli anni '80 l'ha ideato e creato: Tiziano Sclavi. E come nei più celebri romanzi, per rinascere si è spesso costretti a uccidere questa ingombrante figura, a volte idealmente o, come in questo caso, letteralmente.

Tutto lo scontro tra i due è giocato su quello tra il capitano Willard e il colonnello Kurtz di Apocalypse Now, con tanto di Dylan che riemerge lentamente dalle acque o Sclavi che lancia tra le gambe dell'Old Boy la testa mozzata del povero Groucho (ma sarà davvero morto per sempre?).

Dylan Dog cita Apocalypse NowSergio Bonelli Editore

La conclusione del Ciclo della Meteora e l'uccisione del suo creatore sanciscono dunque per Dylan Dog la fine della sua vecchia esistenza e l'inizio di una nuova vita, ma anche il definitivo passaggio delle redini creative del personaggio dalle mani di Tiziano Sclavi a quelle di Roberto Recchioni.

L'indagatore dell'Incubo che vedremo a partire dal numero 401, in uscita a gennaio 2020, sarà infatti la versione del personaggio secondo l'idea di quest'ultimo, di cui al momento si conoscono soltanto due particolari (che non si sa se saranno duraturi o meno): avrà una folta barba e come spalla non avrà Groucho ma Gnaghi, l'assistente di Francesco Dellamore.

L'edizione da libreria di Dylan Dog 400Sergio Bonelli Editore

Come è stato per il 399, il numero 400 di Dylan Dog è un albo che farà sicuramente tanto discutere ma che non potrà essere ignorato, in quanto, nel bene o nel male, imprescindibile per la mitologia del personaggio. Per molti sarà forse la fine, per altri, come per il protagonista, il preludio a un nuovo inizio. Quello che è certo è che le avventure dell'Indagatore dell'incubo sono ben lontane dalla loro conclusione.

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