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Frozen 2: la trama, il finale del film e il destino di Anna ed Elsa

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Al cinema dal 27 novembre, Frozen II - Il segreto di Arendelle è la chiusura di un cerchio, la perfetta conclusione alle vicende di Anna ed Elsa.

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La regina delle nevi, una fiaba del danese Hans Christian Andersen, è la fonte d'ispirazione per Frozen e per il suo sequel Frozen II - Il segreto di Arendelle.

Il secondo film, diretto da Chris Buck e Jennifer Lee e giunto a sei anni di distanza dal primo, è una storia di scoperta di sé e, ancora una volta, di accettazione.

Se nella pellicola del 2013 Elsa, la protagonista, comprendeva di poter essere amata nonostante la potenza della sua magia, in Frozen II vuole scoprirne l'origine e così facendo diventa consapevole del proprio posto nel mondo.

E mentre la maggiore delle sorelle che governano Arendelle cerca le risposte alle domande che l'hanno sempre accompagnata nel corso della vita, Anna percorre un cammino distinto ma parallelo, che la porta infine a ricoprire il ruolo a cui da sempre era destinata.

La trama

Trascorsi tre anni dal giorno dell'incoronazione di Elsa a regina di Arendelle, la giovane donna, che vive all'apparenza un'esistenza serena con la sorella Anna e con gli amici Kristoff, Sven e Olaf, è ancora inquieta. I suoi poteri, ormai domati, non sono più fonte di preoccupazione per la regnante, ma continuano a rappresentare un'incognita nella sua vita.

Un richiamo melodioso sembra cercarla ed Elsa, decisa a scoprire l'origine dei suoi misteriosi poteri, risveglia gli spiriti dormienti dei quattro elementi naturali – aria, terra, fuoco e acqua – mettendo a rischio la sopravvivenza degli abitanti del regno.

Così, i protagonisti si immergono in una nuova avventura, che li conduce nel fitto di una foresta incantata, teatro, decine di anni prima, di una terribile e mai raccontata tragedia.

I protagonisti di Frozen II - Il segreto di ArendelleHDDisney

Attenzione! Possibili spoiler!

Re Runeard, allora re di Arendelle, stipulò un patto con la tribù dei Northuldri, nativi della foresta. La promessa, che stabiliva la pace tra i due popoli, fu sancita con la costruzione di una diga che nelle intenzioni di Runeard era un mezzo per distruggere l'antica civiltà. Il sovrano di Arendelle, che temeva il legame dei Northuldri con la Natura, finì con l'arrecare offesa agli spiriti magici degli elementi naturali, interferendo con l'ecosistema della foresta e uccidendo a tradimento il capo tribù.

I sanguinosi conflitti che seguirono, causarono l'ira degli spiriti e confinarono i Northuldri e i soldati di Arendelle in una sorta di limbo: impossibile divenne per loro uscire dalla foresta, avvolta ormai da un'impenetrabile nebbia. Solo un giovane ragazzo riuscì a fuggire: Agnarr, figlio di Runeard e futuro padre di Elsa e Anna. Il giovane, battuto il capo su una roccia, fu tratto in salvo da una figura misteriosa che intonava una dolce melodia, la stessa che nel presente tormenta i pensieri di Elsa.

La regina di ghiaccio è ammaliata dalla voce, che la attrae come il canto di una sirena attira un marinaio, e la segue fino al limitare della foresta.

Insieme ad Anna e gli altri, riesce a raggiungere il fitto del bosco e pian piano a scoprire la verità sull'oscuro passato che circonda il regno di Arendelle e i nativi della vicina selva.

Il viaggio dei protagonisti diventa un viaggio alla scoperta delle proprie origini quando le sorelle si addentrano nell'ammasso boscoso e vengono a sapere che la regina Iduna, loro madre, era una Northuldra e la salvatrice di Agnarr.

L'avventura nella foresta non è solamente fonte di conoscenza del passato, ma anche di scoperta di sé e delle proprie capacità. Quando Elsa e Anna sono costrette a separarsi, Elsa si incammina su una via buia e tortuosa, che la porta a scoprire di essere capace di domare gli spiriti dei quattro elementi e di essere lei stessa una creatura della foresta, il quinto elemento che li congiunge tutti.

Allo stesso modo, Anna dimostra ancora una volta il suo coraggio e la sua costanza, impara a camminare sulle proprie gambe, a far affidamento sulle proprie forze e a fare i sacrifici che solo i grandi sovrani sono disposti a compiere.

Il finale

Attenzione! Possibili spoiler!

Anna ed Elsa in Frozen II Disney

Il destino riservato alle due sorelle non è dunque una sorpresa. Elsa e Anna capiscono di rappresentare un anello di congiunzione tra il popolo dei Northuldri e quello del regno di Arendelle. Le loro strade si dividono, ma il loro non è un addio.

La maggiore delle due sceglie di restare nella foresta, di vivere libera con le quattro incarnazioni degli elementi naturali: Nokk, lo spirito dell’acqua, Bruni, quello del fuoco, Zefiro, che rappresenta l'aria e i Giganti di roccia, personificazioni della terra.

Anna, invece, prende il suo posto sul trono di Arendelle, come legittima sovrana del regno dopo l'abdicazione di Elsa.

Si tratta di un finale che non riserva colpi di scena inaspettati, ma che ben si colloca sulla scia lasciata dal primo film. Era Anna ad aver sempre desiderato di aprire le porte del castello, fin da piccola ha saputo rapportarsi alla servitù del castello e ai suoi sudditi. Il suo carattere frizzante, il suo essere sbarazzino e il carisma sono tratti che fanno di lei una buona regnante.

Elsa, invece, può trovare nella foresta l'agognata libertà cantata in Let it go, liberando il proprio cuore dai sensi di colpa, dall'angoscia e dal tormento che le hanno sempre impedito di essere sé stessa.

Secondo Kristen Bell, il finale di Frozen II – Il segreto di Arendelle è sempre stata la conclusione ideale della storia nelle menti dei registi Jennifer Lee and Chris Buck:

Se Anna fosse la regina, Elsa sarebbe libera. Anna la leader ideale. È altruista, ama aiutare gli altri, è attenta, coscienziosa, è attenta al quadro generale così come ai piccoli dettagli. Ed Elsa, che è diversa e più unica di chiunque altro, non merita di rimanere confinata in una piccola realtà.

La spiegazione del film

Attenzione! Possibili spoiler!

Frozen si è distinto da altri film Disney quando ha scelto di non mettere in scena l'ennesima storia d'amore tra una principessa e il suo principe. In Frozen, Anna ed Elsa si salvavano a vicenda grazie all'amore fraterno che provavano l'una verso l'altra. Eppure, il primo film si collocava ancora nell'ambito delle storie fatte di ingenuità adolescenziali, con la scoperta di nuove sensazioni e la ricerca delle proprie potenzialità.

Nel secondo, i protagonisti acquistano nuova maturità, i temi diventano più adulti e tutti sono posti innanzi a scelte più difficili di quelle compiute in precedenza, tanto che persino il nemico da combattere non è più banalmente un principe desideroso di prendere possesso del regno, ma un passato oscuro, avvolto nel mistero, un antenato malvagio disposto a spazzar via un'intera civiltà.

La Anna che avrebbe sposato l'appena conosciuto principe Hans delle Isole del Sud non esiste più, così come Elsa non è più la ragazzina spaventata da sé stessa e dai propri poteri.

Tutti i personaggi si pongono domande esistenziali importanti, si chiedono quale sia il senso delle cose, quale quello della vita e quale quello della crescita. È attraverso Olaf, che per la maggior parte del film funge da comic relief, che allo spettatore vengono poste queste domande: è necessario cambiare? E come affrontare l'inevitabile mutamento delle cose e degli eventi?

Se all'inizio del film Anna avrebbe risposto che “Qualche cosa non cambia mai”, più avanti, quando pensa di aver perso Elsa per sempre, capisce che rimanere immobili non è la risposta, che bisogna evolversi anche se significa prendere decisioni difficili.

La separazione finale di Elsa e Anna, che prendono le redini delle proprie vite, intraprendendo inevitabilmente direzioni differenti, è la rappresentazione dell'addio alla fanciullezza e dell'inizio della vita adulta.

Frozen II sviluppa tutto il potenziale ancora inespresso del primo capitolo, arricchendo la mitologia del mondo di Anna ed Elsa di dettagli affascinanti e permettendo ai personaggi di andare finalmente incontro al proprio destino.

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