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Piccole donne: 5 ottimi motivi per vedere il nuovo film di Greta Gerwig al cinema

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Le sorelle March tornano al cinema nel nuovo adattamento del romanzo che ha commosso generazioni di lettori: ecco 5 ottimi motivi per non perdere le piccole donne di Greta Gerwig al cinema.

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È uno dei film più attesi d’inizio 2020, forte di critiche entusiaste oltreoceano e di un cast davvero strepitoso, che riunisce i giovani attori più amati e lanciati a Hollywood a vecchie glorie inossidabili e altrettanto iconiche.

Dopo il successo di Lady Bird, Greta Gerwig è riuscita nella difficile impresa di riproporre Piccole Donne in chiave fresca e personale. Non si è affidata a una storia nota per fare breccia nel cuore del pubblico con facilità, ma si è confrontata con onestà e grande intelligenza con un classico, rendendolo di nuovo rilevante a tanti anni di distanza dalla sua pubblicazione, nel 1868.

Difficile riassumere tutti i motivi per cui Piccole donne si preannuncia già essere un piccolo, nuovo classico del cinema statunitense. Ecco 5 motivi per cui non dovreste davvero perderlo al cinema. 

1 - Mitica Jo

Il cuore del romanzo di è sempre stata lei, la più iconica e amata del quartetto delle sorelle March, oltre che voce narrante delle vicende della lunga saga. Al pari di Elizabeth Bennet, Jo March è uno di quei personaggi femminili capace di scatenare un potente senso d’identificazione, anche una punta di desiderio di emulazione. Che importa della bellezza quando si possiede il talento della scrittura, l’ardore della passione, il carisma di un carattere impulsivo ma sostanzialmente buono e una certa ritrosia ad aderire alle convenzioni sociali, in primis il matrimonio?

Jo March di Saoirse RonanHDSony
La Jo March di Gerwig e Ronan si sa far valere, anche sul lavoro

Tra le protagoniste di Piccole Donne, è senza dubbio lei l’eroina che più si avvicina alla sensibilità delle donne - piccole e non - di oggi. Il suo personaggio è così peculiare che è diventato una bandiera anche per il movimento queer: il suo aspetto mascolino, la sua ritrosia iniziale a farsi ingabbiare in un rapporto convenzionale con l’altro sesso, il suo spirito ribelle non sono certo passati inosservati nella comunità LGBTQA+.

Date le premesse, non era difficile immaginare che una sceneggiatrice dalla sensibilità femminista come Greta Gerwig ne tirasse fuori un’incarnazione eccellente, affidandosi alla sua attrice feticcio Saoirse Ronan. La loro Jo è un personaggio preda di sentimenti potenti e contrapposti, istintivamente vendicativo ma capace attraverso la meditazione e la sofferenza di scoprire una generosità esercitata con grande sacrificio e umiltà. Jo è spensierata ma anche riflessiva, perché il film ce la mostra in diversi momenti del suo diventare adulta, perfino quando attraversa una vera e propria crisi spirituale.

Nel suo rapporto con la fede possiamo rivedere la realizzatrice di Lady Bird che emerge, ma l’aspetto che sorprende di più è la Jo imprenditrice di sé stessa, che lotta strenuamente per mantenere la maternità del suo libro: vivendo in una società che le impone un lieto fine editoriale che non sente suo, vuole almeno trarne il massimo profitto, in prima persona. La scena commovente in cui osserva la nascita del suo libro, quasi fosse in una nursery ad osservare il suo primo figlio, racconta un versante imprenditoriale e creativo delle donne che spesso il cinema trascura.

2 - Le nuove Amy e Beth

Se con Jo tirare fuori un personaggio moderno e interessante non è poi così difficile, date le premesse, con Amy e Beth Greta Gerwig dimostra ancor di più la sua abilità. La prima è un personaggio poco amato, infantile e capriccioso, la seconda è resa debole e lamentosa da un destino avverso che la priva di vitalità. Partendo dal romanzo di Louisa May Alcott, la sceneggiatrice fa un lavoro così approfondito da superare la scrittrice sul suo stesso terreno.

Amy e Beth in Piccole donne HDSony
Amy e Beth in Piccole donne diventano più che personaggi di contorno

Nella versione del 2019 Amy e Beth non perdono le loro caratteristiche, ma non vengono sminuite per far risaltare le peculiarità di Jo. Ad entrambe viene accordata una profonda saggezza, un dramma interiore pari a quello della sorella, una dimensione intima che rende le loro piccole vanità e debolezze importanti e non fastidiose.  

Il merito va anche alle ottime interpreti coinvolte, in un cast che in generale rasenta la perfezione. La giovane Eliza Scanlen riesce a incarnare perfettamente la dimensione introspettiva di Beth, resa più acuta nella sua visione dalla malattia. La vera sorpresa (almeno per chi non la segue dai tempi di Lady Macbeth) è però Florence Pugh, tanto talentuosa quanto magnetica. È semplicemente impossibile toglierle gli occhi di dosso, mentre ci regala la Amy più riuscita di sempre, che conquista il cuore dello spettatore nella sua frustrazione di non essere abbastanza, tra invidia verso Jo e desiderio di potersi realizzare a sua volta.

3 - L’utopia di Greta Gerwig

Realizzazione professionale, sentimentale e umana. Se Greta Gerwig non trascura la dimensione intima e domestica del romanzo - quella che ne ha garantito un grande successo sin dalla pubblicazione - è anche vero che regala al suo film un finale quasi tinto di utopia. Non sono mancate certo difficoltà per le sue protagoniste, dolorosi scontri tra ciò che desideravano e ciò che hanno ottenuto. Anzi, questo Piccole Donne è molto venato di malinconia, dolore e rimpianto.

Greta Gerwig e il cast HDSony
Greta Gerwig e il cast hanno realizzato una vera sorellanza sul set

Tuttavia la sua visione del mondo, il messaggio che lascia allo spettatore è assolutamente positivo e propositivo. Greta Gerwig e le sue attrici affrontano le limitazioni che la società impone alle donne, uscendone spesso sconfitte. Tuttavia questo Piccole donne suggerisce che un’altra strada è possibile: quella della comunanza, del sostegno reciproco tra donne e sorelle, pronte ad aiutarsi e ad accettare le aspirazioni differenti le une delle altre. Per questo motivo potremmo inquadrarlo come uno dei film più femministi dell’annata, che chiama in causa anche i giovani uomini e i mariti a supporto delle loro compagne, inclusi in un mondo più gentile e accessibile, per tutti.

4 - I costumi e le musiche

Il salto produttivo rispetto alla dimensione indie di Lady Bird è innegabile. Stavolta Greta Gerwig ha dalla sua molto più delle maestranze hollywoodiane: si può avvalere di alcuni dei nomi migliori (e più premiati) dei rispettivi campi, creativi che aiutano il film ad essere immediatamente iconico, visivamente e musicalmente potente.

L'abito rosa di Jacqueline DurranHDSony
Difficile non innamorarsi dei costumi di Jacqueline Durran

Difficile non rimanere conquistati dagli splendidi costumi ideati dalla premiatissima Jacqueline Durran, mentre il compositore Alexandre Desplat si conferma ancora una volta uno dei più grandi consacratori musicali in attività a Hollywood. Il coinvolgimento di nomi così importanti e noti aiuta Piccole Donne a mantenere una certa nota glamour (veicolata dai grandissimi nomi presenti nel cast), fondendo aspirazioni autoriali e accessibilità commerciale in un film che sin dal suo materiale promozionale si dimostra seduttivo.

5 - Non più (solo) piccole donne

Senza anticipare troppo delle scelte operate da Greta Gerwig per il film, ciò che colpisce di più del suo adattamento è come inquadri l’adolescenza delle sorelle March come un momento d’oro, infantile e fugace, concentrandosi soprattutto sul dopo, sui fallimenti e le cadute. I passaggi chiave del film (la cena di Natale senza regali, il ballo di Meg e Jo, la pattinata sul ghiaccio e l’incidente di Amy) vengono vissuti nella dimensione del ricordo, subito comparati a ciò che è venuto dopo.

Greta Gerwig e Saoirse Ronan sul setHDSony
Greta Gerwig e Saoirse Ronan ritraggono anche la crisi spirituale di Jo

Senza perdere la dimensione domestica e dolcissima di Piccole Donne, Greta Gerwig riesce nell’intento di dimostrarci quanto siano cresciute e affascinanti le sorelle March anche quando piccole non sono più, capaci di essere brillanti (e alla fin fine felici) anche quando si devono confrontare con errori senza possibilità di rimedio. È una visione molto adulta e molto encomiabile con cui approcciare il pubblico più giovane, senza per questo privarlo della gioia e dell’emozione del romanzo.

Piccole donne di Greta Gerwig arriverà nelle sale il 9 gennaio 2020.

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