Facebook e il bug di traduzione: il presidente cinese diventa 'Mr. Shithole'

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Un curioso bug di Facebook ha tradotto in modo non proprio indimenticabile il nome di Xi Jinping, presidente cinese. Il social network è corso ai ripari e si è scusato.

Il presidente Xi Jinping Getty Images

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Imbarazzante gaffe per il popolare social network Facebook che, a causa di un errore del suo traduttore automatico, è finito al centro di un curioso (e non gradevole) caso che ha fatto rapidamente il giro del mondo.

Nei giorni scorsi, il presidente cinese Xi Jinping ha infatti incontrato la politica e attivista birmana, oltre che Premio Nobel per la pace, Aung San Suu Kyu. Quest'ultima aveva poi diffuso una nota ufficiale sul suo profilo Facebook, raccontando l'incontro con il leader cinese, in lingua birmana. Dal momento che molti visitatori volevano comprendere cosa San Suu Kyi avesse scritto, hanno deciso di affidarsi alla traduzione automatica di Facebook dal birmano, svelando lo spiacevole inconveniente: al posto del nome Xi Jinping, infatti, il testo tradotto in inglese presentava numerosi riferimenti a tale "Mr. Shithole".

L'espressione "shithole", formata a partire dalla parola "shit" (me*da), viene utilizzata in inglese per riferirsi a dei luoghi sgradevoli, che si vogliono etichettare come veri e propri tuguri. Non servono ulteriori spiegazioni, insomma, per lasciar intendere perché, oltre che inadeguata, la traduzione risultasse offensiva.

Il logo di Facebook, il social network di Mark ZuckerbergHDGetty Images
Facebook conta su oltre 2,45 miliardi di utenti mensili attivi

La testata britannica The Guardian ha segnalato l'inconveniente, con Facebook Inc. che è corsa subito ai ripari, rimediando all'errore e spiegando come si sia verificato. Normalmente, infatti, i traduttori automatici non tentano di tradurre i nomi propri: nel caso di Xi Jinping, tuttavia, il sistema è stato tratto in inganno, e avrebbe tradotto allo stesso modo (offensivo) qualsiasi parola in birmano cominciante con "xi-" o con "shi-".

Non è il primo imbarazzo causato dal birmano al social network di Mark Zuckerberg: già nel 2018, infatti, Facebook Inc. aveva deciso di oscurare le funzionalità di traduzione automatica per questa lingua, dopo che si erano evidenziati altri problemi affini. In un momento non precisato e senza troppi annunci, però, il traduttore era tornato in funzione – solo per inciampare di nuovo, questa volta sul nome di Xi Jinping.

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