I Simpson, il coronavirus e previsioni sulla realtà: una riflessione

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Molti hanno gridato alla profezia: Homer e Springfield si ammalano di un virus con sintomi simili all'influenza e sembrano predire l'arrivo del coronavirus di oggi. Ma non è andata così, stavolta, per I Simpson...

Homer Simpson si ammala 20th Century Fox Television

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Sono famosi per la loro capacità di anticipare eventi reali. Sono loro, I Simpson, la famiglia animata più famosa nella storia della TV, e si sono guadagnati il titolo di profeti grazie ai moltissimi episodi in cui raccontavano eventi che, in seguito, si sarebbero verificati nella realtà.

Impossibile dimenticare le loro profezie più famose, dall’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti, dal sistema di correzione automatica dei cellulari, il famoso T9, fino agli smartwatch, l’iPod e le intercettazioni dei privati cittadini da parte della NSA.

Per finire, naturalmente, con la spettacolare performance volante di Lady Gaga al SuperBowl - che in questo caso ha trasformato in realtà la sua precedente apparizione in versione animata ne I Simpson.

E ora, mentre il coronavirus identificato per la prima volta nella città cinese di Wuhan ha portato all’isolamento di decine di milioni di persone in Cina e alla morte di oltre 100 persone, molti hanno ricordato l'episodio della quarta stagione in cui Homer si ammalava a causa di un virus simile all'influenza, proprio come quello che si sta diffondendo oggi nel mondo reale.

A ricordarcelo sono i fan che su Twitter ripropongono le immagini incriminate con l’hashtag #CoronavirusOutbreak. Nel giro di pochi minuti, il tweet diventa virale e i media riesumano l’episodio in cui, dalla fabbrica di Osaka, un dipendente malato impacchetta il virus insieme ai prodotti che verranno spediti in tutto il mondo.

In quel caso, il virus arrivava dal Giappone, e direttamente via posta, con l’acquisto di uno spremiagrumi.

Naturalmente, le modalità di diffusione del virus - rappresentato nella serie da una nuvoletta verde piena di germi - sono totalmente dissimili dalla realtà.

Più volte è stato spiegato come la trasmissione attraverso gli oggetti o il cibo non sia verosimile.

Il punto, infatti, non è il confronto fra il virus di Homer e la realtà. Il punto è sempre e solo la vastità degli argomenti che I Simpson, in onda dal 1989, hanno trattato nel corso delle loro (al momento) 32 stagioni.

Nell'arco dei quasi 680 episodi trasmessi finora, I Simpson hanno affrontato praticamente ogni tipo di situazione.

Ecco perché è così facile trovare riscontri nella realtà: hanno parlato di ogni tema, hanno descritto ogni ipotesi, hanno giocato con la fantasia su ogni genere di scenario futuro.

Ma c'è una bella differenza fra una nuvoletta infetta e la situazione attuale. Altra cosa, per esempio, è la "profezia" su Donald Trump in corsa per la Casa Bianca.

Bisogna saper distinguere fra previsioni scaturite dal genio di Matt Groening & co., le cui storie sono profondamente radicate nella realtà statunitense di ogni stagione, e racconti che possono essere stati ispirati da eventi passati, come nel caso dei virus con sintomi simili all'influenza che ciclicamente ci hanno colpiti nel corso degli anni.

Oggi il mondo è preoccupato per le dichiarazioni di rischio globale elevato diffuse dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il nuovo coronavirus è quindi ad alto potenziale di diffusione a livello globale. Per fortuna, lo sono anche I Simpson con i loro episodi in grado di farci sorridere, riflettere e divertire.

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