Quando tutto diventò blu, la recensione: giù nell'abisso blu della paura con Alessandro Baronciani

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Bao Publishing pubblica Quando tutto diventò blu di Alessandro Baronciani in una nuova edizione riveduta nelle cromie: la discesa nelle paure esistenziali di Chiara diventa un viaggio monocromo blu. La recensione.

Un dettaglio della copertina di Quando tutto diventò blu Bao Publishing

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Le emozioni sono contraddittorie, difficili da ridurre a parole, colori, forme e disegni. Non è tanto una questione di irrazionalità e istintualità che associamo alla sfera del sentire, contrapposta quella razionale del pensiero. Le emozioni sono in realtà intere gamme di sfumature infinite ed è facile mettere il piede in fallo e caderci dentro. Tutti abbiamo un'idea precisa e abbastanza condivisa di concetti come paura, tristezza, malinconia. Sembrano quasi ombrelli descrittivi sotto cui possiamo ripararci, ognuno con la sua sfumatura personale ma uniti in una sommaria comprensione reciproca.

Quando però le emozioni si avvicinano ai loro estremi, al massimo e al minimo dell'intensità, si ricade spesso in territorio clinico, si viene sbalzati all'improvviso fuori dalla protezione dell'esperienza condivisa. Mancano le parole, manca il terreno comune che tutti hanno percorso. 

Per chi soffre di attacchi di panico forse non c'è frangente peggiore dello sguardo preoccupato di chi gli sta vicino, intimo o sconosciuto che sia, esortandolo a tentare di calmarsi. Nel panico ci affoghi dentro fino alla testa, non è una questione di agitazione o paura a voltaggio gestibile. Alessandro Baronciani sembra intuirlo o saperlo in prima persona: inchiostrando di blu le sue tavole, riempie il vuoto bianco di chi soffre di questi episodi tremendi, dandogli una rappresentazione puntuale e suggestiva per rientrare di nuovo nell'ombrello dell'esperienza comprensibile e comunicabile.

Chiara emerge dall'immersioneBao Publishing
Durante un'immersione subacquea Chiara comincia a percepire un disagio che le cresce dentro

A tutti gli altri che hanno la fortuna di essere estranei a questo genere di episodi angoscianti, permette se non proprio di capire davvero, quantomeno di farsi un'idea dell'angoscia che un attacco di panico può generare. Quando tutto diventa blu, puoi solo sperare di continuare a respirare e intravedere prima o poi l'inizio di una via d'uscita.

La paura come un abisso blu

Chiara è una ragazza comune, persa nella folla. Una studentessa pendolare come tante, che fa avanti e indietro portandosi appresso la sua borsa e la sua storia. Dentro il suo bagaglio però c'è un medicinale dal sottile aroma di fragola, un rimedio dal profumo dolce che diventa ben presto nauseabondo. Il timore, il panico che la porta a cominciare ad assumerlo si manifesta per la prima volta sott'acqua, durante un'immersione subacquea a trenta metri di profondità. In attesa di decomprimere correttamente prima di effettuare la risalita, la ragazza si ritrova in un abisso blu senza fine, senza nulla da fare a parte respirare, senza altra compagnia che i pensieri che le ronzano per la testa. Ciò che il rumore quotidiano è sempre riuscito a coprire viene a galla e Chiara comincia ad affogare.

Inizia a soffrire di attacchi di panico, ma ancora non lo sa. Teme eppure vuole che la causa sia qualche malattia terribile ma chiaramente delineata in tutta la drammaticità della sua diagnosi. Così colleziona referti e flaconi di medicine. Sostanze che non la curano, ma ne intorpidiscono i contorni, dandole momentaneo rifugio dal dolore alla testa, dalla paura della paura stessa. Infatti una volta provata la tremenda sensazione dell'attacco di panico, a molti capita di vivere nel terrore che succeda di nuovo, in una spirale di timore che via via diventa il confine stesso dell'esistenza. Il mondo reale scivola via, gli spazi si fanno più stretti. Uscire è fonte di incognite che generano ansia. Meglio stare a letto, meglio tentare di dormire. 

La nuova copertina di Quanto tutto diventò bluBao Publishing
Quanto tutto diventò blu torna in libreria con una ristampa monocromatica blu

Il racconto per disegni che Alessandro Baronciani dà a questa storia sembra a tratti scarno. Pian piano abbiamo tutti gli elementi essenziali per capire come mai Chiara stia così male, quale siano le questioni irrisolte che la tormentano, quali le soluzioni di ripiego che dimostrano da subito tutta la loro precarietà. Può sembrare una soluzione stilistica semplice, forse lo è, ma permette all'angoscia che prova Chiara di prendere il sopravvento, invadere le tavole e i pensieri della protagonista, restituendo la potenza delle sensazioni paralizzanti che la giovane prova. 

Emozioni in classic blue

Cassette dal nastro ingarbugliato, un cane senza muso e senza sguardo, l'abisso marino reale e quello mentale di Chiara: Quando tutto diventò blu si attiene allo stretto necessario anche nella sfera simbolica. Il risultato è un racconto veloce nella lettura, a lento rilascio, a cui ti trovi spesso a pensare nei giorni successivi. È una graphic novel fatta di tavole essenziali, di una manciata di frasi molto incisive e soprattutto di una storia sentita, forse condivisa in prima persona.

In questa riproposizione in libreria con Bao Publishing a gennaio 2020 il gioco di parole del titolo (blue in lingua inglese si riferisce al colore ma anche a uno stato d'animo malinconico e molto triste, in campo clinico spesso riconducibile alla depressione) si traduce nel colore Classic Blue. Quest'opera di Baronciani è stata infatti ristampata utilizzando come monocromo la tonalità Pantone dell'anno, che invade ogni angolo della storia, diventando il nuovo punto di contrasto tra bianco e l'assente nero. 

Una tavola di Quando tutto diventò bluHDBao Publishing
L'apparente semplicità stilistica di Quando tutto diventò blu lascia spazio a momenti di grande pathos

Personalmente non mi entusiasma troppo quella associazione spesso presente nel fumetto italiano tra importanza di una storia e intensità spesso patologica della sofferenza in essa contenuta. Non è il caso di Quando tutto diventò blu, la cui difficile missione è scomporre in elementi comprensibili sensazioni e sentimenti davvero inafferrabili.

Il progetto si è poi espanso ad altre forme d'espressione, si è tentato di catturare gli stessi anche le suggestioni della musica. L'autore e una lunga serie di firme note del panorama indie italiano (da Maria Antonietta a Colapesce) hanno preparato una vera e propria tournée di concerti a fumetti, dal vivo, tentando di esprimere pienamente il sentito di Chiara e di chi soffre della sua stessa patologia unendo disegni e musica in tempo reale. Trovate il dettaglio delle date in questo post Instagram della casa editrice. 

Quanto tutto diventò blu di Alessandro Baronciani, edito da Bao Publishing, è disponibile in libreria e fumetteria dal 20 gennaio 2020.

Voto7,5/10

Baronciani racconta la paura che imprigiona e non lascia scampo, esplorandone le profondità verso una possibile via d'uscita: semplice ma d'impatto, Quanto tutto diventò blu riesce a parlare a tutti.

Elisa Giudici

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