Wonder è ispirato a una storia vera? Più o meno: gli eventi dietro a film e libri

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Wonder è una storia vera? Non proprio. La scrittrice si è ispirata a un episodio accaduto con i suoi figli in gelateria.

Una scena di Wonder, con Auggie e la mamma Lions Gate Entertainment

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Wonder è un film del 2017 tratto dalla saga di R.J. Palacio, che ha pubblicato nel 2012 il romanzo da cui è stata tratta la pellicola.

Nel film, una sorta di “favola di formazione” diretta da Stephen Chbosky, con protagonisti Jacob Tremblay, Julia Roberts e Owen Wilson, si racconta il percorso di un bambino con una deformità fisica nel luogo che più lo spaventa: la scuola, a contatto con altri coetanei che potrebbero bullizzarlo e massacrarlo.

Il realismo e la verosimiglianza della trama fanno pensare che sia tratta da una storia vera. Eppure, no. Il tessuto della normalità, che penetra nelle pieghe di Wonder con la massima naturalezza, è frutto di una narrativa fluida e ispirata non a una storia ma a un episodio personale.

L’episodio a cui è ispirato Wonder

Come riporta Bustle, Wonder è ispirato a un episodio accaduto all’autrice Raquel Jaramillo, che si cela dietro lo pseudonimo di R.J. Palacio, e a un pomeriggio con i suoi figli in gelateria. 

Intervistata da All Things Considered di NPR, la scrittrice ha raccontato di una giornata in cui aveva fatto giro con i figli per comprare un gelato. Il bambino più piccolo, di tre anni, si era spaventato per essersi trovato accanto a una bambina con una deformità facciale. In totale imbarazzo, Raquel Jaramillo aveva trascinato via i bambini dal posto, pentendosi poi della sua reazione.

E se, come predicava un famoso romanzo di Ian McEwan, la scrittura è anche espiazione, R.J. Palacio ha voluto liberarsi dei sensi di colpa dedicando a questo tema una storia.

Sono stata davvero arrabbiata con me stessa in seguito, per il modo in cui avevo reagito. Quello che avrei dovuto fare sarebbe stato semplicemente rivolgermi alla bambina iniziare una conversazione, dimostrando ai miei figli che non c'era nulla di cui aver paura.

Il rimuginare sull’episodio ha dato luogo a Wonder, la storia di Auggie Pullman, un bambino che soffre di una malformazione craniofacciale, causata dalla sindrome di Treacher Collins, nonostante i 27 interventi subiti. Tuttavia, la scuola non sarà il dramma che si era prefigurato. Verrà preso di mira da un compagno ma troverà anche un amico: Jack, che si avvicina a lui inizialmente per compiacere il preside, ma che poi si accorgerà di avere grandi affinità con il nuovo alunno.

L’impatto di Wonder sulla società: la campagna #ChooseKind

Wonder è stato un tassello importante in un anno importante, segnato dal #MeToo ma anche dalla lotta al bullismo nelle scuole (e non solo). Il film, che consacra il percorso di Auggie con un finale di vittoria, in cui il bambino trova degli amici e la stima del preside, è diventato un esempio, un modello da seguire.

Il libro viene consigliato e distribuito nelle scuole (anche il baby attore Jacob Tremblay lo ha letto con la sua classe) e ha ispirato il movimento #ChooseKind (Scegli la gentilezza), con il claim: Puoi scegliere se essere giusto o gentile, scegli di essere gentile. 

Alla campagna hanno preso parte molti attori del film.

Il romanzo WonderGiunti Editore
La copertina di Wonder (2012)

Anche l’attrice Julia Roberts, che interpreta la mamma di Auggie, Isabel Pullman, è convinta che l’impatto del film possa davvero cambiare il mondo. Ecco le sue parole a Weekend Edition Sunday di NPR.

Indipendentemente da ciò che stiamo cercando di realizzare ai nostri giorni, c'è sempre un po’ più di spazio per essere un po' più gentili l'uno con l'altro o carini l'uno con l'altro. Qualunque cosa succeda, ci sono così tanti piccoli momenti delicati nella giornata per esprimere gentilezza gli uni verso gli altri, si tratta solo di prendersi il tempo e ricordarsi di farlo.

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