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EA sta sviluppando Apex: Legends Mobile, ma bisogna evitare la censura del governo cinese

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Il Battle Royale di Electronic Arts e Respawn arriverà presto anche su App Store e Play Store. Per lo sviluppo il publisher ha scelto di collaborare con un'azienda cinese, e per un motivo ben preciso.

Immagine promozionale di Apex: Legends Electronic Arts / Respawn

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Basta dare un rapido sguardo su Twitch e Mixer per accorgersi che tra i videogiochi più popolari ci sono Fortnite, PlayerUnknow's Battlegrounds, Call of Duty (Modern Warfare e Black Ops) e Apex: Legends. Non è ovviamente una semplice coincidenza che tali titoli abbiano in comune la sempre più dilagante modalità Battle Royale. E quando c'è da cavalcare l'onda del successo bisogna espandersi e cercare di conquistare sempre più utenti, anche quelli che non possiedono una console o un PC.

I più prestanti smartphone di ultima generazione all'occasione possono trasformarsi in vere e proprie piattaforme di gioco, con tanto di supporto per i controller che solitamente utilizziamo con PlayStation 4 e Xbox One. Epic Games, Tencent e Activision non hanno impiegato molto tempo a lanciare su App Store e Play Store i propri sparatutto ed Electronics Arts, per il suo Apex, si appresta a intraprendere la strada da loro tracciata.

Infatti, durante l'ultima conferenza sui risultati finanziari, il publisher statunitense ha ufficialmente confermato (via Engadget) che una versione per smartphone e tablet di Apex: Legends è in dirittura d'arrivo e di aver stretto una collaborazione con un partner in Cina per il suo sviluppo. Una scelta per nulla casuale.

La strategia di EA per il mercato cinese

Stando ai dati diffusi da Newzoo, oggi le persone che hanno uno smartphone sono oltre 3 miliardi e la Cina rappresenta il 27% del mercato globale dei dispositivi in questione. Considerando che dal 2000 al 2015 il governo cinese ha messo al bando tutte le console prodotte al di fuori dei confini del suo territorio (quindi PlayStation, Xbox, GameCube e Wii), fino a poco tempo fa l'unico dispositivo per giocare era lo smartphone. Non stupisce dunque che oggi la Cina conti 604 milioni di quelli che comunemente vengono chiamati 'mobile gamers'.

Nonostante il ban sia ormai solo un ricordo, attualmente la situazione in Cina non è poi così favorevole. Le autorità infatti continuano costantemente a tenere sotto controllo le tipologie di giochi che popolano gli store digitali, con il Partito Comunista Cinese impegnato a censurare tutti i videogiochi troppo violenti, con espliciti riferimenti sessuali e che offendono la patria e/o rappresentanti del governo. È il caso di Call of Duty Mobile, che pur essendo stato sviluppato in collaborazione con Tencent (società con sede a Shenzhen) non è ancora disponibile nello stato dell'Asia orientale.

Tutto ciò ci porta alla strategia di Electronics Arts, che con il lancio di Apex: Legends Mobile (titolo provvisorio) nei mercati di tutti il mondo, quindi Cina compresa, potrebbe potenzialmente incassare molto più di Activision con il suo COD Mobile, che nei primi due mesi di disponibilità ha portato nelle casse del publisher quasi 90 milioni di dollari. Insomma, una miniera d'oro per cui vale la pena studiare un piano perfetto in ogni suo punto, magari con l'aiuto di un'azienda del luogo che sa entro quali limiti operare.

Electronic Arts riuscirà a non ripetere gli stessi errori commessi da Activision? Non ci resta che attendere il lancio di Apex: Legends su App Store e Play Store per scoprirlo.

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