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Hair Love, guarda subito il cortometraggio animato che ha vinto agli Oscar 2020

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Hair Love è il bellissimo cortometraggio di Sony Pictures Animation in cui un padre deve imparare a pettinare i capelli di sua figlia.

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Alla 92esima edizione degli Academy Awards, a vincere come Miglior Cortometraggio animato è stato Hair Love. Questo è stato realizzato tramite una campagna crowdfunding attivata sul sito Kickstarter dal regista e sceneggiatore Matthew A. Cherry, e capace di coinvolgere 4.981 sostenitori e raccogliere oltre 284mila dollari.

Il cortometraggio animato è stato acquistato da Sony Pictures Animation, che l'ha distribuito nelle sale americane con il film d'animazione Angry Birds 2 - Nemici amici per sempre nel 2019. Come potete vedere dal video che apre questo articolo, lo studio l'ha successivamente pubblicato anche su YouTube.

La trama e i temi del cortometraggio

Hair Love racconta della tenera storia di un padre afroamericano che, senza l'aiuto della moglie, deve imparare ad acconciare i capelli della figlia.

Inizialmente, la piccola Zuri cerca di seguire dei tutorial su YouTube ma i risultati non sono dei migliori, così chiede al padre una mano con i suoi foltissimi e indomabili capelli afro. Dopo un primo tentativo fallito l'uomo, mosso dal ricordo della moglie, decide che è giunto il momento di fare del suo meglio con quei capelli, e così riesce a sistemarli.

Attenzione! Possibili spoiler!

Verso la fine del corto, si scopre che il giorno cerchiato nel calendario dalla piccola Zuri corrispondeva a quello in cui sarebbe dovuta andare a trovare la madre in ospedale. I titoli di coda, poi, suggeriscono un happy ending per tutta la famiglia.

L'ispirazione per Hair Love e la vittoria agli Oscar

Qui sotto, potete vedere e ascoltare il discorso di accettazione agli Oscar 2020 da parte di Matthew A. Cherry e della produttrice Karen Rupert Toliver.

Il regista dice di aver pensato a questa storia per avere più rappresentazione afroamericana nel campo dell'animazione, per portare all'attenzione il problema della normalizzazione dei capelli afro e per non permettere che accadano più fatti come quelli che hanno coinvolto il giovane DeAndre Arnold. Infine, Cherry ha ricordato l'ex cestista Kobe Bryant, dato che anche lui è stato un atleta (nel campo del football americano).

Per chi non lo sapesse, negli Stati Uniti si sta combattendo anche la discriminazione basata sulla capigliatura naturale, che riguarda in particolar modo gli afroamericani. Nel suo discorso, Cherry ha citato il CROWN act (acronimo che sta per Creating a Respectful and Open World for Natural Hair), ovvero una legge che difende le capigliature naturali e gli stili di pettinatura atti a proteggerle.

A questo si collega il nome di Deandre Arnold, ospite agli Oscar 2020, uno studente a cui è stato detto di tagliarsi i dreadlocks, perché in caso contrario non "sarebbe stato in grado" di diplomarsi. Il fatto è accaduto in un liceo del Texas, dove il CROWN act non è ancora legge, mentre lo è già in California, New York e New Jersey.

Qui sotto potete vedere un video della trasmissione americana This Morning dell'emittente televisiva CBS, che propone un riassunto di quello che è successo ad Arnold: prima il fatto di cronaca in Texas, poi l'invito agli Academy Awards come ospite, e anche il messaggio video di Cherry, che dichiara di essersi ispirato alla storia del giovane 18enne per Hair Love:

Arnold si è anche fatto fotografare insieme al team creativo di Hair Love sul red carpet degli Academy Awards:

Via The Oprah Magazine

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