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César Awards: dimissioni e polemiche dopo il 'problema Polanski'

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Le nomination de L'ufficiale e la spia di Roman Polaski ai Premi César avrebbero dato origine ad altre polemiche e causato la dimissione del consiglio d'amministrazione dell'organizzazione.

Un'immagine del film L'ufficiale e la spia 01 Distribution

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A distanza di mesi dalla sua uscita al cinema, L’ufficiale e la spia è ancora al centro di diverse polemiche che riguardano il suo regista, Roman Polanski.

Giovedì 13 febbraio 2020 l’Académie des Arts et Technique du Cinéma, il gruppo che distribuisce i César Awards, ha annunciato che il consiglio di amministrazione dell’associazione per la promozione del cinema si dimetterà dopo la cerimonia di quest’anno, prevista per il 28 febbraio 2020 a Parigi.

La notizia arriva al culmine di una serie di proteste, intensificate a causa delle dodici nomination che L’ufficiale e la spia si è guadagnato quest’anno ai César Awards.

A corredo delle dimissioni, è stato comunicato che:

Per onorare coloro che hanno fatto film nel 2019, per ritrovare serenità e assicurarsi che la celebrazione del cinema rimanga una celebrazione, il Consiglio di amministrazione dell’Associazione per la promozione del cinema (Academy of Cinema Arts and Technology) ha preso la decisione unanime di dimettersi. Queste dimissioni collettive consentiranno il completo rinnovo della gestione dell’Associazione.

L’Académie ha anche dichiarato di aver disposto un’assemblea generale appena dopo i César e che attuerà le misure di modernizzazione annunciate. Questa modernizzazione riguarderebbe i premi (considerati come l’equivalente francese degli Oscar) e lo sforzo di bilanciare l’organo di voto, che è al momento è composto al 65% da uomini.

Una petizione per la revisione dei premi è stata presentata lunedì 10 febbraio sul quotidiano Le Monde, in cui si metteva in discussione l’Académie per il suo essere elitario e chiuso. La lettera pubblicata è stata firmata da circa 400 artisti, tra cui Omar Sy, Lea Seydoux, Céline Sciamma, Claire Denis, Arnaud Desplechin, Mati Diop, Michel Hazanavicius, Jacques Audiard e Olivier Nakache.

Un'immagine del film L'ufficiale e la spiaHD01 Distribution

Coloro che hanno firmato la petizione hanno anche sostenuto come altri importanti premi cinematografici, come i BAFTA o gli European Film Awards, siano democratici, poiché i loro membri possono eleggere coloro che faranno parte del consiglio di amministrazione della loro Academy.

Stando a quanto sostenuto nella petizione, inoltre, l’Académie des Césars sarebbe costituita da 4700 membri ma, nonostante il loro status, i membri non avrebbero alcuna voce in capitolo riguardo il funzionamento dell’accademia e dell’associazione, oltre che della cerimonia.

A questo marasma pare si aggiungerà la già annunciata protesta da parte di diversi gruppi donne che si troveranno fuori dal Salle Pleyerl concert hall a Parigi il 28 febbraio, giorno della consegna dei César. Secondo alcune organizzazioni, le dodici nomination a L’ufficiale e la spia di Roman Polanski hanno visto il mondo del cinema dare un sostegno incondizionato ad uno stupratore in fuga.

Polanski ha vissuto per decenni in Francia dopo essere fuggito dagli Stati Uniti alla vigilia della condanna definita di un caso di stupro avvenuto nel 1977. In seguito, ha continuato a girare film in Francia, ma nell’era del #MeToo e con le accuse più recenti a lui rivolte (e sempre negate) Polanski è diventata una figura sempre più controversa.

Via Deadline

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