Final Destination: nuovi dettagli sul prossimo film della saga

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Ricorrono i vent'anni del franchise splatter e il creatore Jeffrey Reddick e il produttore Craig Perry anticipano alcuni particolari di ciò che vedremo nel sesto capitolo della saga.

Ali Larter, Devon Sawa e Kerr Smith in una scena del film Final Destination New Line Cinema / Nexo Digital

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Final Destination sta per tornare. La divertente saga horror della destinazione finale che mette in scena ad ogni capitolo un'ingegnosa e macabra architettura delle uccisioni si rifarà viva sul grande schermo a dieci anni dal quinto film, il prequel diretto da Steven Quale. Alcuni particolari di ciò che vedremo sono emersi in un'intervista (che vale davvero la pena leggere) concessa dal creatore Jeffrey Reddick con il produttore Craig Perry e gli attori Chad Donella, Tony Todd e Kerr Smith al reporter Ian Sandwell di Digital Spy.

I cinque ripercorrono i vent'anni del franchise (il primo film, diretto da James Wong, usciva nell'agosto del 2000), le origini (da un'idea di Reddick per un episodio di X-Files), i tanti volti noti che si sono avvicendati nel cast, il successo di pubblico (ad oggi 700 milioni di dollari complessivi incassati al box-office internazionale) e forniscono soprattutto qualche anticipazione sul futuro della saga. D'altronde, la domanda è inevitabile: su un canovaccio monolitico che si ripete sempre uguale a sé stesso, cosa ci si può ancora inventare per far morire gruppi di persone nelle maniere più assurde e incredibili possibili?

La sceneggiatura del sesto film è stata affidata a Patrick Melton e Marcus Dunstan, ovvero la coppia di Saw, Piranha 3DD e Scary Stories to Tell in the Dark. La loro idea è quella di re-immaginare da capo a piedi il franchise, con la benedizione di Perry e l'approvazione di Reddick. Quest'ultimo ammette che ciò che vedremo sarà qualcosa di veramente elettrizzante.

Il nerd fan dell'horror che è in me è entusiasta all'idea di un nuovo film e mi piacciono moltissimo i due nuovi sceneggiatori. Ho parlato con Craig e il concept di questo progetto è unico. Penso che la parola reboot sia troppo forte, lo fa sembrare qualcosa di totalmente diverso, ma è decisamente un film di Final Destination. Craig è un maestro nell'inventarsi inizi e scene folli. Mi ha rivelato un paio di cose e ci sarà da divertirsi.

Perry aggiunge qualche dettaglio: il sesto Final Destination sarà ambientato nel mondo degli operatori di primo soccorso, come paramedici, vigili del fuoco e agenti di polizia.

Queste persone affrontano la morte in prima linea ogni giorno e fanno delle scelte che possono salvare la vita o causare la morte della gente. Facciamo affidamento sul loro buon senso, sulle competenze e sul loro comportamento sempre calmo. Allora ci siamo chiesti: perché non mettere personaggi di questo tipo in una situazione da incubo dove ogni scelta può portare alla vita e alla morte, ma ora per loro stessi?

Uno spunto non proprio rassicurante nell'anno dell'emergenza sanitaria globale che scuote ogni angolo del mondo. Ma d'altra parte Final Destination è così: un disastro imminente, la "visione" e la salvezza dai piani della Signora con la Falce, la Grande Consolatrice che viene a reclamare il suo bottino. Il tutto senza prendersi troppo sul serio, con i modi di un cartoon. La morte non è ancora morta, dopo tutto.

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