Amazon ha deciso: messa al bando la vendita del Mein Kampf di Hitler

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Dopo diversi anni di polemiche, Amazon sembra aver deciso di non autorizzare più la vendita del Mein Kampf di Adolf Hitler, assieme ad altri testi scritti da autori legati al nazismo.

Il logo del portale commerciale Amazon Adam Jones, Ph.D. / CC BY SA 3.0

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A quanto pare, la decisione è stata presa: Amazon ha informato i rivenditori di libri che non autorizzerà più la vendita di libri scritti da autori nazisti, tra cui il Mein Kampf.

The Guardian ha infatti riportato la notizia che il colosso americano del commercio online non metterà più in vendita il testo che il Führer scrisse nel 1923 (ma pubblicato solo due anni più tardi) e divenuto in breve tempo una sorta di libro rappresentativo del Terzo Reich, tristemente venerato da neonazisti e nostalgici di Adolf Hitler.

La mail inviata da Amazon ai rivenditori specifica infatti che il Mein Kampf non può più essere offerto al pubblico poiché viola "il codice etico e di condotta" della piattaforma. Ad essere bandito dalla piattaforma anche il Der Giftpilz (noto in Italia con il titolo de “Il fungo velenoso”), un libro antisemita rivolto a un pubblico di bambini e scritto da Julius Streicher, politico tedesco nonché alto dirigente del Partito Nazionalsocialista Tedesco.

La messa al bando di Amazon è senza dubbio una scelta forte, nonostante per anni si sia deciso di vendere il libro di Hitler come un "documento storico" e quindi protetto in qualche modo dalla censura. Al momento, l'azienda di Jeff Bezos non ha spiegato i motivi della sua decisione, sebbene un portavoce di Amazon abbia illustrato la linea intrapresa dalla compagnia:

In quanto venditori di libri, forniamo ai nostri clienti l’accesso a un’ampia varietà di punti di vista, inclusi titoli che hanno un ruolo educativo importante per conoscere e prevenire l’antisemitismo. Tutti i rivenditori prendono decisioni su quale selezione di libri offrire e noi non prendiamo sicuramente queste decisioni alla leggera.

Da tempo le discussioni sul divieto di vendita del Mein Kampf sono uno degli argomenti più caldi tra quelli tirati in ballo dalle associazioni ebraiche che si occupano di mantenere viva la memoria dell'Olocausto. Per alcuni, infatti, il "blocco" del libro e di altre opere inneggianti in nazismo sarebbe una violazione del diritto d'espressione.

Ricordiamo che il Mein Kampf (noto in Italia anche con il titolo de La mia battaglia) è un saggio attraverso il quale Hitler mise nero su bianco il suo "pensiero politico", illustrando il programma del partito nazionalsocialista sotto forma di una vera e propria autobiografia. Parte del testo, definito con il tempo una vera e propria "Bibbia laica", venne dettata dal Führer all'amico di prigionia Rudolf Hess, durante il periodo di reclusione nel carcere di Landsberg am Lech.

 

Immagine di copertina: Adam Jones, Ph.D., licenza CC BY-SA 3.0

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