Cannes è rimandato: il commento di Spike Lee

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Anche il prestigioso festival del cinema di Cannes si arrende al Coronavirus.

Una panoramica sull'edizione 69 di Cannes Creative Commons cc-by-sa-2.0, GabboT

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Le uscite cinematografiche dei mesi di marzo e aprile sono state quasi tutte rimandate a data da destinarsi, comprese quelle di alcuni blockbuster molto attesi come Black Widow, Fast and Furious 9 e No Time To Die (il 25esimo film della saga di James Bond).

Insieme alle uscite dei film, sono stati rinviati o annullati diversi festival del cinema. Tra questi c'è anche il blasonato Festival del cinema di Cannes.

La pandemia da Coronavirus non sembra rallentare e anche alcune star del cinema (come Idris Elba e Tom Hanks) ne sono state colpite, quindi la decisione del direttore del festival, Thierry Fremaux, e del suo staff sembra più corretta che mai.

Quest'anno, la manifestazione francese si doveva svolgere dal 12 al 23 maggio e sembra che Fremaux stia lavorando per spostare il tutto nei caldi mesi di giugno e luglio 2020.

Su questa decisione è intervenuto il regista Spike Lee, che è stato scelto per essere il presidente di giuria dell'edizione 2020.

In una intervista al sito Variety, il primo afroamericano presidente al festival del cinema di Cannes ha dichiarato:

Sono d'accordo al 100% con Thierry e il Festival di Cannes. Il mondo è cambiato e cambia ogni giorno. La gente sta morendo e il presidente francese ha detto più volte - parafrasando - 'Siamo in guerra. Siamo in un'epoca di guerra'.

Sulle rinunce che il mondo deve fare, al fine di fermare il contagio, Lee ha detto:

Le cose che amiamo devono stare in secondo piano: film, TV, sport, l'NBA che è uno sport globale, il baseball. Tante cose sono state rimandate e sono d'accordo con questa scelta.

Qualora il festival di Cannes si svolgesse in estate, Lee sarebbe disposto a essere riconfermato come presidente di giuria? Lui ha detto che non sa come le si evolveranno, ma è disponibilissimo per "il più importante festival di cinema al mondo":

Non dimentichiamo che questo è il più grande festival cinematografico del mondo, il più grande palcoscenico del mondo per il cinema e che io sarò il primo presidente nero della giuria. Quindi, sentite, non posso fingere di sapere cosa succederà domani. Tutti devono pregare, mettersi in ginocchio, pregare, uscire da tutto questo, trovare un vaccino, rimettersi in piedi - fisicamente, a livello emotivo e finanziariamente in tutto il mondo. Non è uno scherzo. Non è un film. La gente sta morendo.

Sul suo profilo Instagram, Lee ha citato una delle celebri frasi del maestro Yoda "Fare o non fare. Non c'è provare", pubblicando un invito a non andare nel panico:

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“DO OR DO NOT. THERE IS NO TRY.” - YODA

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Poi, sempre nell'intervista con Variety, il regista e sceneggiatore ha lamentato uno dei problemi più gravi per la società, ovvero quello della perdita del lavoro e delle relative difficoltà economiche che dovranno essere affrontate dalle famiglie. Secondo il suo pensiero, molta gente è stata licenziata a causa della chiusura delle aziende e delle fabbriche.

Le ultime parole dell'intervista, Lee le dedica a Trump, chiedendogli di smettere di chiamare il COVID-19 "virus cinese", perché questo potrebbe portare a disordini interni.

Spike Lee si è fatto strada nel cinema mondiale raccontando di temi razziali e di problemi sociali. Tra i suoi film più importanti si ricordando Fa' la cosa giusta (1989), Malcom X (1992), La 25ª ora (2002) e il recente BlacKkKlansman (2018), che gli è valso la vittoria di un premio Oscar come per la Migliore sceneggiatura non originale.

Immagine di copertina usata con licenza cc-by-sa-2.0. Foto originale di GabboT: https://flickr.com/photos/57638320@N00/28031469921

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