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Scoperti materiali superconduttori 'extraterrestri' in alcuni meteoriti

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Un team di scienziati dell’Università della California ha rilevato la presenza di minerali superconduttori "extraterrestri" analizzando ben quindici frammenti di meteoriti diversi. Una scoperta a dir poco sensazionale.

Un'immagine che ritrae un meteorite (a destra) e il pianeta Terra (a sinistra) Pixabay

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Un team di scienziati dell’Università della California, San Diego, ha analizzato quindici frammenti di meteoriti diversi, riuscendo a individuare dei minerali antichissimi, che ad un primo impatto non sembrerebbero tipici del nostro pianeta.

Dunque il nostro primo pensiero potrebbe essere che tali minerali, apparentemente mai ritrovati prima, e la cui formazione risalirebbe addirittura a un momento che precede la formazione del nostro sistema solare, potrebbero essere definiti a pieno titolo come “extraterrestri”.

Gli scienziati però frenano qualsiasi eccesso d'entusiasmo riguardo la possibilità d'aver ritrovato materiali d'entità sconosciuta, perché avrebbero constatato che i minerali in questione sarebbero nient'altro che dei superconduttori, cioè materiali caratterizzati da una resistenza elettrica nulla e dunque una conducibilità elettrica “perfetta”.

Da precisare però che la presenza di superconduttori sulla Terra non è affatto frequente, soprattutto quando si parla di composti presenti naturalmente sul nostro pianeta.

La squadra di ricercatori della California ipotizza che si sarebbero instaurate a livello dei meteoriti delle condizioni di temperatura e pressione (entrambe estremamente elevate) tali da portare all’origine dei superconduttori extraterrestri, dei veri e propri superconduttori “forgiati” nello spazio aperto.

Andando a vedere i dettagli della ricerca portata avanti dai ragazzi dell’università californiana di San Diego, ciascun campione è stato sottoposto a una serie di tecniche (fra cui la spettroscopia a microonde e il campo magnetico modulato) atte a rilevare qualsiasi tipo di particolare proprietà fisica o chimica.

I risultati ottenuti i più promettenti provengono dall’analisi di uno dei meteoriti di ferro più grandi mai rinvenuti, l’australiano Mundrabilla (trovato nel 1911) e GRA95205 (direttamente dall’Antartide). Entrambe le rocce appena citate presentavano irrisorie quantità di superconduttori, ma comunque quantità tali da risultare d’importanza cruciale per i ricercatori.

Uno scatto del meteorite MundrabillaGraeme O. Churchard/Wikimedia Commons
Il misterioso meteorite australiano Mundrabilla

A tal proposito si è pronunciato il fisico James Wampler (anch’egli dell’Università della California), specificando quando sia stato rilevante soprattutto il ritrovamento del piombo:

I risultati indicano la presenza probabile di leghe di indio, stagno e piombo, e quest’ultimo è un superconduttore raro in natura.

In conclusione, l’analisi della composizione dei due meteoriti Mundrabilla e GRA95205 indicherebbe non solo la presenza di superconduttori nello spazio, ma solleva molti interrogativi su quali potrebbero essere le funzioni di materiali con tali proprietà in un ambiente extraterrestre.

Un superconduttore nello spazio potrebbe addirittura influenzare in qualche modo la struttura dei corpi celesti, ma per avere i dati a nostra disposizione necessari a confermare tale ipotesi bisognerà, ovviamente, attendere nuove scoperte.

E voi che ne pensate? Sorpresi dall’esistenza di superconduttori “nati” nello spazio?

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